domenica 16 ottobre 2011

ALLA RICERCA DEL "PROIETTILE MAGICO"


“Buongiorno, io vorrei imparare a difendermi, quanto costa, quanto dura una lezione e soprattutto dove insegnate?”
Quante volte abbiamo sentito questo tipo di domande? Sicuramente moltissime volte.
Una volta la risposta era: "con il (chissà perché questo era l'articolo usato) Judo, puoi difenderti da chiunque. Il piccolo batte sempre il grande con il Judo". Oppure, "con il Karaté imparerete a frantumare le pietre ed il legno con una mano, rendete le vostre mani e i vostri piedi delle armi mortali!
Oggigiorno, cambiando le discipline e convertendo ì termini in un linguaggio moderno si continuano a dare sempre le stesse risposte. Si tende a far credere che esiste ciò che negli Stati Uniti chiamano "Il proiettile magico".
Cioè che esiste una tecnica, il più delle volte "segreta, ma così segreta", capace di rendere chiunque "un'arma mortale", capace di proteggere dalle armi da fuoco, dalle armi da taglio, da molti aggressori armati e il tutto con lo smoking indossato, senza sgualcirlo.
Udite, udite... NON ESISTE!!!
Purtroppo nel mondo esistono moltissimi "cercatori di proiettili magici", e sempre purtroppo, vanno a cascare su tecniche "esoteriche", tramandate da generazioni, oppure usate dall'elite dell'elite, dell'elite delle Forze Speciali di qualche Stato.
Ed ecco che nascono sistemi di combattimento "devastanti" per il cui utilizzo è necessario avere il porto d'armi.
Oppure, si trovano "mercenari" disposti a condividere le loro tecniche di sopravvivenza, ovviamente, testate in guerra!!!
Improbabili "Superman" senza nemmeno il problema della Kryptonite, capaci di evitare i proiettili (si, avete capito bene, tipo Matrix ma senza il cappotto di pelle), semplicemente "sentendo il dito sul grilletto che si piega" riportando in auge un vecchio film chiamato "Il mio nome è Remo Williams" (guardatelo, è più realistico il film delle persone di cui parlo).
Siamo realisti. Quando si guarda un'arma dalla parte sbagliata, di fronte, l'ultima cosa che si sente è il "suono del dito sul grilletto".
Signori, un pugno è, e sempre sarà, solo un pugno, un calcio idem.
Tecniche di "leva" capaci di far volare un uomo?!?!
Certo, ma solo se la "leva" in questione è quella di un aereo che decolla.
Un colpo in un punto "segreto" capace di farti esplodere la testa... ( non è un cartone animato giapponese, vi sono scuole che insegnano queste cose davvero)!!!
Quando si è costretti ad affrontare un'arma, significa che sì sono già fatti almeno 2 grossi errori e molti altri più piccoli.
Esempio 1) Non hai valutato il dove ti trovi, con chi ti trovi ma soprattutto: non ti sei accorto di una possibile minaccia. Prevenire è sempre, e sottolineo sempre, meglio che reprimere o, meglio, TENTARE di reprimere.
Esempio 2) Se non sono riuscito a prevenire una così grave minaccia, vuol dire due cose, - ero molto distratto (quindi anche reagire non è alla mia portata) oppure non lo so fare (quindi anche memorizzare i punti d'aiuto vicini, avere a portata di dito il cellellulare. Con un numero d'emergenza in memoria, avere già memorizzato le possibili vie di fuga, la disposizione delle auto parcheggiate e quali dotate di allarme, eccetera).
Credetemi, nella vera sopravvivenza, il meglio che io abbia mai trovato, è descritto perfettamente nell'acronimo anglosassone "KISS" che sta per: "Keep It Simple, Stupid".
Nel combattimento reale, si impara questa regola Aurea: se qualcosa funziona, è semplice e si può insegnare a tutti, proviamola, se funziona anche sul campo (solo per professionisti ovviamente) allora facciamola, fino a prova contraria.
Ricordate, il tempo speso a cercare un buon maestro non è mai tempo sprecato.

Nessun commento:

Posta un commento