venerdì 25 aprile 2014

La storia dello Shaolin






Le prime notizie storiche relative alle arti marziali risalgono al periodo della dinastia Chou (11° - 3° secolo a.C.).
Confucio, il grande maestro del pensiero cinese, vissuto fra il sesto ed il quinto secolo avanti Cristo, invitava i giovani non solo a studiare il libri classici, ma a praticare le arti marziali.
Egli si riferiva in particolare al tiro con l’arco ed alle corse con i carri da guerra, ma in quell’epoca caratterizzata da continue lotte fra i feudatari esistevano numerose altre arti marziali come la scherma e delle forme di pugilato denominate Wu-i (che significa arte marziale) o Chi-chi (che vuol dire colpire con abilità).
Secondo lo storico Ssu Ma Chien, vissuto durante la dinastia Han, il Chi-chi era sviluppato in particolar modo nello stato di Ch’i, i cui abitanti erano abilissimi nella lotta corpo a corpo.
Dal quinto al terzo secolo avanti Cristo, dopo la sparizione dei feudi minori sopraffatti da quelli maggiori, la Cina era suddivisa in vari stati in continua lotta fra di loro; quest’epoca è denominata “degli Stati combattenti”, ed è caratterizzata dalla presenza degli Yu Hsieh o cavalieri erranti, militari di professione e quindi esperti di arti marziali che si mettevano a disposizione di chiunque era disposto a sostenere la spesa dei loro servizi.
Ssu Ma Chien nei suoi Documenti Storici descrive i cavalieri erranti cosi:

<<Le loro parole erano sempre sincere e degne di fiducia, le loro azioni sempre rapide e decise. Compivano ciò che avevano promesso e senza badare a se stessi si gettavano nei pericoli che minacciavano gli altri>>.


Nel 221 a.C. il principe Ch’in sconfisse gli altri stati combattenti e unificò la Cina assumendo il nome di Shih Huang Ti o Primo Augusto Imperatore.
Deposta geniale e crudele, Shih Huang Ti instaurò una politica di assolutismo e centralismo monarchico spazzando via ogni traccia di feudalesimo.
Fece costruire la Grande Muraglia, unificò i pesi, le misure, le monete e la scrittura, ma nello stesso tempo perseguitò gli intellettuali e ritenendo che la fedeltà alle tradizioni del passato potesse creare ostilità al suo sistema politico, fece bruciare tutti i libri, esclusi quelli di medicina, di agricoltura e di divinazione (I Ching).
Nel rogo andarono distrutti sicuramente anche i libri di arti marziali e questo spiega forse la scarsità di notizie sull’argomento giunte fino a noi.
Dopo la morte dell’imperatore scoppiò una rivolta contadina che porto al potere Liu Pang, fondatore della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.).
Il regno di Han fu caratterizzato da prosperità, pace e sviluppo culturale.
In questo periodo si modellò in modo quasi definitivo la struttura politica, economica e culturale che l’impero conservò fino all’inizio del nostro secolo.
Durante la dinastia di Han il combattimento a mani nude era molto popolare e veniva chiamato Chi Ch’iao (abilitò e talento) o Shou Po (mano che colpisce a pugno).
Nel primo secolo dopo Cristo un famoso maestro di nome Kuo I ideò uno stile denominato Ch’ang Shou, ossia “lunga mano”, che alcuni considerano il diretto progenitore dello Shaolin.
In questo periodo visse anche il famoso medico taoista Hua To, che creò una serie di esercizi ginnici basati sugli atteggiamenti di cinque animali: la tigre, la scimmia, l’orso, il cervo e la gru.
Queste tecniche influenzarono sicuramente le ricerche dei maestri del kung fu, che si ispirarono spesso al modo di combattere degli animali.
Dopo una breve riunificazione per opera della dinastia Chin (280 – 316) varie tribù barbare si impadronirono della Cina settentrionale dando origine a numerosi Stati.
Nel sud invece si formò uno stato unitario che conservava tutte le tradizioni del passato.
Questo periodo è ricordato dagli storici come “Nord e sud” e fu caratterizzato da una forte decadenza politica e da un grande fervore religioso.
Il Buddismo si diffuse in tutta la Cina e ovunque furono eretti monasteri e templi.
In particolare, nella provincia di Honan, sulle pendici del monte Sung, verso la fine del quinto secolo venne costruito il monastero Shaolin Szu (giovane foresta).
Verso il 520 d.C. arrivò al tempio Shaolin il famoso monaco Bodhidarma, conosciuto anche con il nome cinese Ta Mo (o con quello giapponese Daruma), ventottesimo patriarca del Buddismo e fondatore della scuola Ch’an.
Secondo i principi di tale scuola la meditazione era la via per giungere alla meditazione; la parola Ch’an infatti deriva dal sanscrito Dhyrana che significa “meditazione”.
Il Buddismo Ch’an (zen in giapponese) ha notevolmente influenzato l’evolversi delle arti marziali sia cinesi che giapponesi, trasformandole in un mezzo di perfezionamento spirituale.
Basti pensare che lo Shaolin Ch’uan nacque e si sviluppò in un tempio Ch’an e che lo Zen divenne la religione-filosofia dei samurai giapponesi.
Bodhidarma insegnò una serie di esercizi fisici e di respirazione (probabilmente derivanti da tecniche yoga) destinati a ridar vigore ai monaci provati della lunghe meditazioni ed a facilitare il conseguimento dell’unità di spirito e corpo.
Successivamente tali esercizi furono descritti in due trattati:


  • I Chin Ching o Trattato sul movimento dei tendini;
  • Hsi Sui Ching o Trattato sul “lavaggio” del midollo osseo.


A Bodhidarma furono anche attribuiti una serie di esercizi denominati “Sho Pa Lo Han Shou” ossia “Le 18 mani (tecniche) dei discepoli di Buddha”.
Sembra che questi esercizi fossero delle vere e proprie tecniche di combattimento a mani nude e furono considerati il nucleo originante delle tecniche di Shaolin.
Differente è il pensiero degli storici moderni secondo i quali Bodhidarma non insegnò affatto forme di combattimento e alcuni di essi mettono addirittura in dubbio l’esistenza stessa del famoso monaco.
Sicuramente, però, durante il sesto secolo dopo Cristo i monaci del tempio Shaolin iniziarono a praticare, oltre alle tecniche di yoga, anche le arti marziali, tanto che nel secolo successivo avevano già acquisito la fama di invincibili.
Probabilmente i primi insegnanti furono dei guerrieri o dei maestri che si convertirono al buddismo e divennero monaci trovando nei confratelli che già praticavano le tecniche ginniche e lo yoga di Bodhidarma degli allievi predisposti ad apprendere nuovi esercizi.
Bisogna inoltre considerare che le tecniche di autodifesa erano senza dubbio indispensabili ai monaci che vivevano e viaggiavano in zone popolate dai briganti.
Grazie ai lunghi anni di intensi allenamenti ed al buddismo Ch’an i monaci del tempio Shaolin divennero formidabili combattenti acquisendo una superiorità non solo fisica ma anche spirituale e mentale.
La dinastia che seguì durò quasi 3 Secoli, portò la Cina ad un livello di benessere e splendore mai raggiunti prima, è in questa epoca d'oro che le Arti Marziali raggiunsero un Livello tecnico altissimo e divennero Popolari, ma un'altra ragione della loro popolarità fu ,che aiutarono l'Imperatore a sconfiggere il suo Nemico, e come ricompensa non vollero nulla. Nel 1279 circa dopo numerose battaglie i Mongoli invasero la Cina e inizio la dinastia Yùan (in quel periodo ci fù il viaggio di Marco Polo). Nel 1351 Scoppio la Rivolta dei Turbanti Rossi , i Mongoli vennero scacciati.
Durante la dinastia Ming, un Maestro di nome Pai Chin Tou creò il Mei Hua Ch'ùan "Box del fiore di prugno" il Mei Hua Ch'ùan è molto dinamico, l'azione non e mai interrotta, il corpo gira continuamente e tutte le tecniche sono circolari per sfruttare al massimo la forza centrifuga. In quel tempo un altro Maestro il cui nome e rimasto sconosciuto, mise appunto un altro Sistema chiamato Pa Chi Ch'ùan, trattasi di un Sistema estremamente potente, dove predominano gli attacchi rettilinei e diretti.(Il progenitore del Wing Chun). Nel 16° secolo un monaco convinse Pai e quest' ultimo Maestro ad entrare nel Tempio, laddove misero appunto le 5 forme degli animali. (Nello stesso secolo il sistema di shaolin, venne esportato ad Okinawa, dando origine al Karate un altro Monaco di shaolin, venne mandato nel 1659 in Giappone per addestrare i giapponesi contro i Manciù, ma poi il Giappone non inizio mai la battaglia, ma lo pregarono di restare e insegnare a loro le tecniche di shaolin, e fu il progenitore del Ju Jitsu).
Il tempio di Shaolin fu distrutto e ricostruito varie volte, con la perdita di preziosi scritti e Maestri, storicamente sappiamo che una delle distruzioni fu ordinata dall'Imperatore Yung Cheng che regnò dal 1723 al 1736. I maestri si dispersero in tutta la Cina dando origine a numerose scuole "Segrete", (segrete; perché l'Imperatore li definiva nemici dell'Impero, quindi li perseguitava accanitamente) e non si potevano nemmeno chiamare più Shaolin e quindi assunsero altri nomi, e gli allievi dovevano essere persone fidate per partecipare ai corsi e talvolta dovevano superare severissime prove. Da questo periodo in poi si perse l'enorme esperienza di tutti i migliori Maestri riuniti in un solo luogo; gli stili si differenziarono sempre di più e molti erano limitati alle esperienze tecniche di una sola persona. Molti altri maestri varcarono la Cina, andando ad esempio: in Giappone, Corea, Vietnam, ecc. creando molti altri stili come Judo, Aikido, Tae Kwon Do, Vietvo dao, ecc..
La Maestra Ng Mui, che conosceva il Kung fu Shaolin, trovava che in esso ci fosse solo forza bruta adatta certamente ad un Uomo, ma non per una Donna, che caratteristicamente è diversa da esso.
Cercò di elaborare un nuovo sistema più adatto alle peculiarità femminili; ispirata forse da un combattimento tra due animali con caratteristiche molto differenti , creò uno stile molto più morbido, agile ,veloce, che sfruttava la forza bruta del suo avversario contro di lui.
Creo tre nuove forme e ridusse i movimenti all'essenzialità. (Ng Mui e stata la creatrice del sistema Wing Chun)
Kung Fu è un termine cinese che significa “Duro Lavoro” o " Incredibile Abilità".
Indica un’abilità eccezionale raggiunta in seguito ad un lavoro duro, meticoloso e raffinato in una attività spesso di tipo manuale o fisico. In occidente viene usato comunemente per indicare le arti marziali cinesi ed è seguita o anticipata da altri nomi che descrivono il sistema in cui si è sviluppata l'abilita, ad esempio :Shaolin, Wing Chun, Hung Gar, Tang Lang, Pa Kua, ecc.. 
Anche se la parola più indicata per descrivere l'arte marziale cinese è “WuShu” che significa letteralmente arti marziali ed è un’eredità culturale del popolo cinese che unisce indissolubilmente in se gli aspetti del combattimento, dello sport, della conservazione della salute e della concezione filosofica del mondo, tipica della tradizione storica e culturale cinese.

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