sabato 31 ottobre 2015

Tanglangquan

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Il Tanglangquan (螳螂拳, Pugilato della Mantide Religiosa) è uno stile di arti marziali cinesi che viene classificato come stile imitativo (Xiangxingquan 象形拳), in quanto imita le movenze di un insetto: la mantide religiosa. Esistono due scuole che utilizzano questo nome: una nel sud della Cina (anche chiamata Zhoujiaquan) ed una del nord. Quest'ultima è la più conosciuta e maggiormente diffusa, ancorché divisa in numerose ramificazioni, ma le 5 principali sono:
  • Qixing Tanglangquan (七星螳螂拳, Pugilato della mantide religiosa delle sette stelle)
  • Meihua Tanglangquan (梅花螳螂拳, Pugilato della mantide religiosa del fiore di prugno)
  • Liuhe Tanglangquan (六合螳螂拳, Pugilato della mantide religiosa delle sei armonie)
  • Taiji Meihua Tanglangquan (太极梅花螳螂拳, Pugilato della mantide religiosa del fiore di prugno del principio supremo)
  • Taiji Tanglangquan (太极螳螂拳, Pugilato della mantide religiosa del principio supremo)
La creazione del Tanglangquan del Nord è attribuita a Wang Lang (王朗), un personaggio originario dell’area di Jimo, nella provincia di Shandong. Egli avrebbe osservato a lungo una mantide religiosa ed avrebbe creato il suo stile utilizzando il modo di muovere le braccia di questo insetto fondendolo con l'utilizzo delle gambe dello stile della scimmia.


La Leggenda

Come abbiamo visto la creazione del Tanglangquan è stata attribuita a Wang Lang, personaggio semi-storico sulla cui esistenza le informazioni sono diverse e contraddittorie, spesso non coincidono date e periodi storici oppure si assiste ad una mescolanza con storie retaggio degli stili del Sud, come ad esempio quella dell'incendio del Tempio Shaolin. L'attribuzione a Wang Lang, avviene anche tramite il Ke Shi You Yong (可使有勇), un vecchio manuale della Scuola della Mantide Religiosa, scritto da Liang Xuexiang (梁学香) durante il regno di Daoguang (1821-1851). Anche il Tanglang Quanpu Shiba Jia Quan Zu xingming (螳螂拳谱十八家拳祖姓名) menziona Wang Lang, perciò risulta evidente che già nell'epoca di Daoguang si ritenesse questo personaggio il fondatore della scuola. Wang Hongfa racconta come esistano svariati racconti a proposito di Wang Lang che lo collocano o durante la Dinastia Song, o durante la Dinastia Ming o agli inizi della Dinastia Qing. Nel manuale Taiji Meihua Tanglangquan Lue Lun (太极梅花螳螂拳略论) del 1926 Hao Henglu (郝恒禄) scrive che il Tanglangquan è stato creato nell'epoca della Dinastia Han Occidentale (206 a.C.-24 d.C.), periodo in cui sarebbe vissuto il suo fondatore Wang Lang. Li Feng addirittura si spinge a vedere in un ritrovamento archeologico le origini del Tanglangquan, cioè afferma che nella tomba di Mawangdui (马王堆), quella dove sono state ritrovate immagini del Daoyin, sono state scoperte 32 Mani della Mantide Religiosa (Tanglangshou, 螳螂手). Song Tianlong riporta che Wang Lang sarebbe vissuto agli inizi della Dinastia Qing ed avrebbe passato un periodo al Tempio Shaolin del Songshan, dove avrebbe creato il Tanglang riunendo le Diciotto Famiglie (shibajia 十八家), cioè diciotto scuole di pugilato. Secondo il maestro Zhong Lianbao 钟连宝, studioso a capo del Istituto di Ricerca sulla Mantide Religiosa di Yantai, ai tempi dell'Imperatore Liang Wu Di (Dinastia Liang 907-923 d.C.), fu organizzato al tempio di Shaolin, un raduno tra i più famosi maestri di arti marziali di tutto l’impero, inutile dire che tra i partecipanti figurava anche il nome di Wang Lang. Sempre secondo il maestro Zhong Lianbao, Wang Lang visse al tempio per tre anni prima di lasciarlo per recarsi al monastero del monte Laoshan, dove visse sino alla fine dei suoi giorni. La leggenda ambientata nell’epoca della Dinastia Song narra che l’Abate Fu Ju (福居) del Tempio Shaolin invitò Wang Lang ed altri diciassette maestri per migliorare il pugilato del monastero. Fu Ju è un nome inventato appositamente per questa storia, che si riferisce alla figura storica di Fu Yu (福裕,1203-1275) che realmente è stato Abate del Tempio. Liu Guoshun parla di diciotto o diciassette scuole, che definisce rispettivamente Shibacou (十八凑) e Shiqicou (十七凑). Egli riferisce che il testo Shaolin Yibozhenchuan (少林衣钵真传) elenca queste Diciotto Famiglie di Metodi di Pugilato:

I 18 Maestri invitati a Shaolin in Shaolin Yibozhenchuan
n. Nome Tecnica Maestro
1 Changquan (长拳) Pugilato Lungo Taizu (太祖)
2 Tongbeiquan (通背) Pugilato della Schiena Libera Han Tong (韩通)
3 Chan Feng (缠封) Avvolgere e Chiudere Zheng En (郑恩)
4 Duanquan (短拳) Pugilato Corto Wen Yuan (温元)
5 Duanda (短打) Colpire a Corta Distanza Ma Ji (马籍)
6 Houquan (猴拳) Pugilato della Scimmia Sun Heng (孙恒)
7 Kaoshen (靠身) Appoggiarsi al Corpo Huang You (黄佑)
8 Mianzhang (面掌) Superficie del Palmo Mian Cheng (绵盛)
9 Kezhou (磕肘) Piegare il Gomito Jin Xiang (金相)
10 Shuailu (摔捋) Lotta Accarezzando con le Dita Huaide (怀德)
11 Goulou (勾搂) Gancio tra le Mani Liu Xing (刘兴)
12 Gunlou (滚漏) Perdere e Cadere Tan Fang (谭方)
13 Zhanna (占拿) Afferrare e Tenere Yan Qing (颜青)
14 Yuanyangjiao qiang (鸳鸯脚强) Calci potenti dell’Anatra Mandarina Lin Chong (林冲)
15 Qishi Lianquan (七势连拳) Pugilato Continuo in Sette Figure Meng Su (孟苏)
16 Woli Pouchui (窝里剖捶) Analisi dei Colpi Dentro al Nido Cui Lian (崔连)
17 Gunjiang Zhiru (棍将直入) Bastone che va Dritto nel Futuro Yang Gun (杨滚)
18 Tanglang Zong Di (螳螂总敌) Mantide Religiosa Generale Nemico Wang Lang (王郎)



Qualcuno riferisce che le stesse 18 scuole sono così elencate dal maestro



Fabbricatore che le avrebbe apprese da Zhong Lianbao. Nel sito della Seven Star Mantis Kung Fu Research Institute Europe,una associazione italiana che cita Fabbricatore tra i propri istruttori, appare un elenco dei 18 stili e maestri che è attribuito a Lee Kam Wing e che non coincide con quello presentato sopra. Curiosamente l'elenco di Lee Kam Wing contiene i nomi di molte forme o stili praticati in seno alla Jingwu Tiyu Hui, da cui egli proviene come formazione, inoltre messo a confronto tale elenco con quelli forniti da maestri dello Shandong si può vedere la notevole differenza di cui non ci si riesce a capacitare; altrettanto curiosamente si riescono a riconoscere nell'elenco quasi tutti i maestri citati dalle altre fonti. Questo l'elenco di Lee Kam Wing:

Tavola di confronto tra i 17 Stili e Maestri elencati da Lee Kam Wing e quelli in Shaolin Yibozhechuan
n. Tecnica per Lee Kam Wing Maestro in Cantonese per Lee Kam Wing Maestro corrispondente in Pinyin ed Ideogrammi in Shaolin Yibozhechuan
1 Bai Yingzhaoquan (白鹰爪拳) Lau Ying 11 Liu Xing (刘兴)
2 Changquan (长拳) Tai Jo 1 Taizu (太祖)
3 Tongbeiquan (通背拳) Han Tong 2 Han Tong (韩通)
4 Lanshouquan (拦手拳) Cheng Yun 3 Zheng En (郑恩)
5 Duanquan (短拳) Wong Yuen 4 Wen Yuan (温元)
6 Emeiquan (峨眉拳) Ma Jaik 5 Ma Ji (马籍)
7 Luohanquan (罗汉拳) Yeung Kwok 17 Yang Gun (杨滚)
8 Kaoshenquan (靠身拳) Wong Chiem 7 Huang You (黄佑)
9 Meihuaquan (梅花拳) Mien Sai 8 Mian Cheng (绵盛)
10 Keshou Tongquan (磕手通拳) Gam Sheung 9 Jin Xiang (金相)
11 Bengquan (崩拳) Wai Dak 10 Huaide (怀德)
12 Yanziquan (燕子拳) Tam Fong 12 Tan Fang (谭方)
13 Fanziquan (翻子拳) Yin Tz’ing 13 Yan Qing (颜青)
14 Tantui quan (弹腿拳) Lam Chung 14 Lin Chong (林冲)
15 Lianquan (连拳) Mun Kam 15 Meng Su (孟苏)
16 Chuiquan (锤拳) Choy Lue 16 Cui Lian (崔连)
17 Baiyuanquan (白猿拳) Sheung Hong 6 Sun Heng (孙恒)



Nella scuola del Maestro Chen Leping (陈乐平), i 18 Antenati sono descritti nel Cantico delle tecniche di mano delle 18 famiglie 十八家手法歌 (Shiba Jia Soufa Ge):
Cantico delle tecniche di mano delle 18 famiglie
n. Pinyin Ideogrammi Italiano
1 Taizu de Changquan Qishou 太祖的长拳起首 la boxe lunga di Tai Zu per cominciare
2 Han Tong de Tongbei Weimu 韩通的通背为母 le spalle comunicanti di Han Tong per una buona causa
3 Zheng En de Chanfeng Youmiao 郑恩的缠封尤妙 l'avvolgere ed il sigillare di Zheng En particolarmente ingegnoso
4 Wen Yuan de Duanquan Gengqi 温元的短拳更奇 la boxe corta di Wen Yuan più che meravigliosa
5 Ma Ji de Duanda Zui Jin 马籍的短打最紧 i colpi corti di Ma Ji i più pressanti
6 Sun Heng de Houquan Qiesheng 孙恒的猴拳且盛 il pugilato della scimmia di Sun Heng è perfino imponente
7 Huang Nian de Kaoshen Nanjin 黄粘的靠身难近 il corpo che si appoggia di Huang Nian è difficile da avvicinare
8 Mian Zhang de Mianzhang Feiji 皱张的面掌飞疾 i palmi rovesci di Mian Cheng volteggiano freneticamente
9 Huai De de Shuailu Yingbeng 怀德的摔捋硬崩 spezzare, proiettare e travolgere di Huai De
10 Liu Xing de Goulou Caishou 刘兴的抅搂採手 le mani che agganciano, acchiappano e strattonano di Liu Xing
11 Tan Fang de Gunlou Guan’er 谭方的滚漏贯耳 il rollare, espandere e sfondare i timpani di Tan Fang
12 Yan Qing de Zhanna Diefa 燕青的粘拿迭法 prendere, incollarsi tecnica repentina di Yan Qing
13 Lin Chong de Yuanyangjiao Tiqiang 林冲的鸳鸯脚踢强 i piedi dell’anatra mandarina calciano forte di Lin Chong
14 Meng Su de Qishi Lianquan 孟苏的七势连拳 pugilto delle 7 potenze concatenate di Meng Su
15 Cui Lian de Woli Pouchui 崔连的窝里剖捶 i colpi che squarciano le cavità anatomiche di Cui Lian
16 Yang Gun de Guncai Zhiru 杨滚的棍採直入 pugilato che strattona bastona ed entra diritto di Yang Gun
17 Jin Xiang de Keshou Tongquan 金相的磕手通拳 pugilato delle mani che liberano e picchiano di Jin Xiang
18 Wang Lang de Tanglangquan Zong Di 王朗的螳螂拳总敌 pugilato della Mantide Religiosa di Wang Lang sempre presente



Wang Lang avrebbe poi assorbito le tecniche degli altri maestri. Curiosamente sono citati tra questi maestri i nomi di alcuni personaggi dello Shuihu Zhuan, il famoso romanzo epico ambientato nell'epoca della Dinastia Song. Secondo Liu Jingru, Wang Lang rimase a Shaolin sino a che durante il regno dell'imperatore Kangxi (1662- 1722), l'esercito imperiale diede fuoco al monastero.
Vani furono i tentativi dei monaci di opporsi all'immenso esercito manchu, il quale, con la complicità di un monaco traditore, riuscì ad incendiare e distruggere il monastero. Dopo questi avvenimenti Wang Lang visitò l'Emei ed il Kunlun, fino a fermarsi in Shandong. L'elemento comune che traspare da tutte queste fonti, è che Wang Lang fu un monaco patriota e che lo stile è una sintesi di altri stili o tecniche, unitamente all'imitazione della Mantide Religiosa, in qualche modo legati allo Shaolinquan o perlomeno al tempio Shaolin dell'Henan. Una Storia che ritorna spesso in tutte le leggende è quella che Wang Lang, siccome era di piccola statura, spesso veniva sfidato e battuto in combattimento dai suoi compagni di allenamento. Un giorno, egli, dopo l'ennesima sconfitta , in un bosco vide una Mantide che lottava con una grossa cicala. Dopo lungo tempo la Mantide uccise la Cicala. Wang Lang capì le enormi potenzialità combattive del piccolo insetto, ed iniziò a studiarne le movenze, mischiandole alle tante nozioni già in suo possesso, dando così origine al Tanglangquan. Questo aneddoto per alcuni si riferisce ad una rivalità tra Han Tong (fondatore leggendario del Tongbeiquan) e Wang Lang, che si risolveva sempre a favore del primo contendente, fino a quando Wang vide una Mantide catturare una Cicala e combattere un Serpente. Tutti i lignaggi dei vari rami raggiungono la decina di generazioni, indicando chiaramente un'origine recente, in epoca Qing. Secondo Zhang Bingdou Wang Lang si sarebbe chiamato Wang Wencheng (王文成) e sarebbe stato originario dello Shaanxi.




Qixing Tanglangquan

Il Pugilato della Mantide Religiosa delle Sette Stelle è stato creato dal maestro Wang Yunsheng (王云生,1828-1920) dello Shandong. Secondo un articolo sulla Storia del Qixing Tanglangquan nel 1892, egli cominciò a studiare Tanglangquan con il maestro Li Zhijian 李之箭 (soprannominato Kuaishou Li 快手李 e Shandianshou 闪电手 negli ambienti delle compagnie di scorta di Jinan in cui lavorava). In origine Wang si chiamava Wang Yongchun (王永春), il nome Yunsheng lo ha assunto al raggiungimento dei vent'anni. Per altri la data in cui Wang iniziò a studiare con Li è il 1856. L'Istituto Confucio spiega che Wang Yongchun, zi Yunsheng, dopo anni di ricerche, in cui comprese bene le tecniche Qixingchui七星捶、Qixinggou七星勾、Qixingbu 七星步, ecc., chiamò la sua arte marziale con il nome della sua sala di allenamento, la Kuidetang 魁德堂 e poi, siccome l'ideogramma Kui è quello della prima delle Sette Stelle, essa fu anche chiamata Qixing Tanglangquan.



Alcuni Lignaggi

Wang Kaiwen descrive questo lignaggio:
  • Wang Lang 王朗 → Shengxiao Daoren 升霄道人 → Li Zhizhan 李之瞻 → Wang Yongchun 王永春 → Fan Xiangsheng 范翔升 → Yang Weixin 杨维新, Guo Jialu 郭嘉碌, Lin Jingshan 林景山, Luo Guangyu 罗光玉.



Li Zhizhan 李之瞻 sarebbe un altro nome di Li Kuaishou; Wang Yongchun 王永春 nato nel 1828 e morto nel 1920; Fan Xiangsheng 范翔升, nato nel 1830 e morto nel 1925, è anche conosciuto come Fan Xudong 范旭东, o con il soprannome Fan Dali 范大力. Sugli allievi più avanzati di Fan Xudong: Yang Weixin 杨维新, nato nel 1880 e morto nel 1966; Guo Jialu 郭嘉碌, nato nel 1876, e morto in giovane età nel 1916 cosicché non ebbe successori; Lin Jingshan 林景山 nato nel 1884 e morto nel 1971, Luo Guangyu 罗光玉 nato nel 1889 e morto nel 1944. Un articolo dal titolo Qixing Tanglangquan Zhi Shicheng riporta che Shengxiao Daoren sarebbe stato il nome religioso di un tale Li Qingyun (李庆云) di cui non si conoscono i riferimenti anagrafici.


Questo è il lignaggio nel Qixing Tanglangquan che compare nel curriculum del maestro Zanetti Maurizio:
  • Wang Lang →Fu Ju →Shengxiao Daoren →Li Zhijian →Wang Yunsheng →Fan Xudong →Lin Jingshan →Zhong Lianbao, Lin Chunsheng →Lin Dongzhu →Falanga Stanislao →Parapetti Alessandro.
Il Qixing Tanglang Quan men Shicheng Biao 七星螳螂拳门师承表 contiene questo lignaggio:
  • Wang Lang 王朗 → Shengxiao Daoren 升霄道人 → Li Sanjian 李三剪 → Wang Yongchun 王永春 → Fan Xudong 范旭东 → Lin Jingshan 林景山, Luo Guangyu 罗光玉, Yang Weixin 杨维新.
Questo lignaggio che si ramifica in due tronconi è riferito da Luigino Iobbi:
  • Wang Lang 王朗 → 1 Hong Wen 红文 →2 Li Sou 李叟 →3 Shengxiao Daoren 升霄道人 → 4 Li Sanjian 李三剪 → 5 Wang Rongsheng 王荣生 → 6 Fan Xu Dong 范旭东 → , 7 Lin Jingshan 林景山, 8 Hu Rong Fu 胡荣福, 9 Li Zhan Yuan 李占元, 10 Chen Le Ping 陈乐平,11 D'Aria Angelo, 12 Luigino Iobbi.
  • Wang Lang 王朗 → 1 Hong Wen 红文 →2 Li Sou 李叟 →3 Shengxiao Daoren 升霄道人 → 4 Li Sanjian 李三剪 → 5 Wang Rongsheng 王荣生 → 6 Fan Xu Dong 范旭东 → 7 Luo Guang Yu 罗光玉 8 Chiu Chi Man 趙志民 - 9 Lee Kam Wing 李景荣 - 10 D'Aria Angelo.



Questo Albero Genealogico, con i nomi in dialetto del sud, proviene dalla scuola di Lee Kam Wing (Li Jinrong李锦荣):
  • Wong Lang (Wang Lang 王朗, Fondatore) → Sing Sil (Shengxiao 升霄, Prima Generazione)→ Lee San Chine (Li Sanjian 李三剪, Seconda Generazione) → Wong Wing Sang (Wang Rongsheng 王荣生, Terza Generazione)→ Fang Yuk Toung (Fan Xu Dong 范旭东, Quarta Generazione)→ Low Kwang Yu (Luo Guangyu 罗光玉, Quinta Generazione) → Chiu Chi Man (Zhao Zhimin 赵志民, Sesta Generazione) → Lee Kam Wing (Li Jinrong李锦荣, Settima Generazione).



Maestri

Secondo la Shandong Tang Lang Quan Association, il Laoshan Tang Lang Quan Research Institute, confermato dai maestri Yu Hai, Yu Tiancheng, Zhong Lianbao, Lin Dongzhu, Yu Tianlu e tanti altri maestri Cinesi ed Europei, l'allievo più avanzato ed esperto (Da Tudi) di Lin Jingshan 1884-1971, fu il Gran Maestro Hu Yong Fu 1888-1973; il Da Tudi (discepolo più esperto) di Hu Yongfu, fu Li Zhanyuan 1901-1992. Lin Jing Shan, ebbe molti altri allievi, i più famosi sono: Hu Rongfu, Shao Huating, Yu Tiancheng, Yu Tianlu, Yu Zhenhai, Lin Chunshan, Zhong Lianbao e altri. Yang Wei Xin ebbe molti allievi nella città di Dalian, i più famosi ed esperti furono Xiao Xubin e Li Zhanyuan (anche conosciuto come Li Huitang). Secondo molti, oggi in Cina ci sarebbero due scuole (rami) di discendenza diretta del Qixing tanglangquan del Gran Maestro Wang Yunsheng, essi sono gli allievi di Lin Jingshan e quelli di Yang Weixin che con loro appresero tutto lo stile. Inoltre vi è chi afferma che le città Cinesi dove si può studiare l'autentico ed originale Qixing Tanglangquan sono: Dalian, Yantai, Qingdao, Laiyang, Penglai, Jimo, Weihai, Shanghai, Canton e Xianggang (Hong Kong).
Sempre per gli stessi i maestri odierni Cinesi con i quali si può imparare questo stile sono: Yu Tianlu, Yu Renhai, Yu Zhenhai, Zhong Liangbao, Chen Leping, Lin Dongzhu, Wang Chunshan, Chi Xueyuan e tanti altri.
I Maestri italiani sono: Falanga Stanislao, Zanetti Maurizio, Gianni Mattei, D'Aria Angelo, Fabbricatore Claudio, Alessandro Parapetti, Sergio Marzicchi , Pierluigi Barbieri e altri.
In Europa, si segnalano invece: Conches David (Spagna), Patrick Cassam-Chenai (Francia), Ilya Profatilov (Russia)

Altri Nomi di Questo Ramo

Secondo il Zhongguo Wushu Da Cidian, questo ramo è anche chiamato Luohan Tanglangquan (罗汉螳螂拳, Pugilato della Mantide Religiosa degli Arhat) e proviene dall'Ying Tanglangquan (硬螳螂拳, Pugilato della Mantide Religiosa Duro).

Caratteristiche

Secondo Shenqi de Wushu la posizione fondamentale di questo ramo è Qixingbu (七星步, Passo delle Sette Stelle), mentre per altri bisogna associarvi anche Baiyuanbu (白猿步, Passo della Scimmia Bianca). Questo ramo utilizza movimenti diretti e vigorosi. Sempre secondo Shenqi de Wushu il Qixing Tanglangquan tende più alla inflessibilità che alla duttilità, inoltre le posizioni sono ampie ed in estensione. Invece c’è chi afferma che questo ramo tende sia alla inflessibilità che alla duttilità seguendo la formula Gangrou Yingruan Gongtong Zuoyong (刚柔硬软共同作用, il rigido ed il flessibile, il duro ed il morbido agiscono congiuntamente), gli stessi spiegano che le posizioni sono molte, pronte a variare in espansione e in richiamo, nulla è fisso ma tutto cambia a seconda della risposta del nemico. Questa equipollenza di inflessibile e flessibile è confermata anche in altre fonti, sebbene con scritti differenti: in Storia del Qixing Tanglangquan tra le caratteristiche di questa branca si afferma Gangrou Xiangji 刚柔相济, cioè inflessibile e flessibile si aiutano reciprocamente; in Qixing Tanglangquan troviamo Nengrounenggang 能柔能刚, cioè essere sia flessibile che inflessibile; in un altro articolo dallo stesso titolo si dice Gangrou Canjiu 刚柔参就, cioè inflessibile e flessibile partecipano allo stesso modo.
Per Essentials of Cinese Wushu e per Shenqi de Wushu i fondamentali di questa scuola comprendono il conseguimento di tecniche dell’anca (腰功), delle gambe (腿功), delle spalle (肩功), così come del Palo Immobile (Zhanzhuang, 站桩), e dell’abilità del colpire rumorosamente (Paidagong, 拍打功).


Le Forme di Qixing Tanglangquan

Secondo Lin Donggui il sistema di insegnamento di questo ramo della Mantide Religiosa si può dividere in Gongfa (功法), Quanfa (拳法), Qixie (器械)e Duilian (对练).



Gongfa (Metodo di Lavoro)

Il Metodo di Lavoro si concentra sullo sviluppo dell'Energia Interna ed utilizza due metodi: Sanhui Jiuzhuan Paidagong(三回九转排排打功, Lavoro di ripetizione incessante nel tempo di una linea di colpi) e Luohan Shiba Gong (罗汉十八功, diciotto raggiungimenti degli Arhat).


Quanfa (Metodo di Pugilato)

Nel Metodo di Pugilato vengono inserite le forme a mano nuda (Kongshou Taolu), questi alcuni nomi: Bengbu (崩步, passo che si schianta); Chachui (插捶, Colpi che penetrano);Lanjie (拦截, intercetta e attacca); Cuogang (挫刚, Sconfiggere l'inflessibile); Rouling (柔灵, Spirito Morbido); Shiba Suo(十八梭, Diciotto raffiche); Xiao Fanche (小翻车, Piccola Ruota); Da Fanche (大翻车, Grande Ruota); Zhaiyao Liulu (摘要六路, Sei Vie di Riassunti); Siduan Bazhou (四段八肘, Quattro Parti Otto Gomitate); Pichui (劈捶, Colpi che Spaccano); Jiechui (截捶, Colpi che Intercettano);Baiyuan Rudong (白猿入洞, La Scimmia Bianca Entra nella Caverna); Baiyuan Chudong (白猿出洞, La Scimmia Bianca Esce dalla Caverna); Baiyuan Toutao (白猿偷桃, La Scimmia Bianca Ruba la Pesca); Baiyuan Xiatao (白猿献桃, La Scimmia Bianca Dona la Pesca); Baiyuan Xianshu (白猿献书, La Scimmia Bianca Dona il Libro); ecc.

Qixie (Armi)

Queste alcune forme d'armi: Qixingjian (七星剑, Spada delle Sette Stelle); Baiyuan Zhuifengjian(白猿追风剑, Spada che segue il vento della Scimmia Bianca);Yan Qing dao (燕青刀, Sciabola di Yan Qing); Meihua dao (梅花刀, Sciabola del Fiore di Prugno); Liuhe gun (六合棍, Bastone delle Sei Coordinazioni); Wuhu Qunyang gun (五虎群羊棍, Bastone delle Cinque Tigri e del Gregge di Pecore); Meihuaqiang (梅花枪, Lancia del Fiore di Prugno); Chunqiu dadao (春秋大刀, Alabarda delle Primavere e degli Autunni), ecc.


Duilian (Esercizi in Coppia)

Questi alcuni nomi di Duilian: Pai'an (拍案, Battere il Tavolo); Taohua San (桃花散, Disperdere il Fiore di Pesco); Zhaikui (摘盔, Prendere l'Elmo); Bengbu Duichai (崩步对拆, Demolire in Coppia con i Passi che si Schiantano); Zhaiyao Duida (摘要对打, Riassumere il Colpirsi a Vicenda); Dakao (大靠, Grande Unione); Jiaoshou (交手, unire le mani o lottare); ecc.



Altri Elenchi

La Scuola di Chen Leping
Secondo la scuola del maestro Chen Leping le forme del Qixing Tanglangquan sono 33: 1 Cha Chui, 2 Xiao Fanche, 3 Da Fanche, 4 Xiao Huyan, 5 Da Huyan, 6 Silu Benda, 7 Heihu Jiaocha, 8 Erlu Cha, 9 Beng Bu, 10 Duogang, 11 Shibacou, 12 Lan Jie, 13 Rouling, 14 Baiyuan Chudong, 15 Baiyuan Chuanzhi, 16 Baiyuan Toutao, 17 Baiyuan Huidong, 18 Baiyuan Xianguo, 19 Baiyuan Xiaomu, 20 Baiyuan Xianshu, 21 Bazhou Diyi Duan, 22 Bazhou Di'er Duan, 23 Bazhou Disan Duan, 24 Bazhou Disi Duan, 25 Zhaiyao Diyi Duan, 26 Zhaiyao Di'er Duan, 27 Zhaiyao Disan Duan, 28 Zhaiyao Disi Duan, 29 Zhaiyao Diwu Duan, 30 Zhaiyao Diliu Duan, 31 Danchahua, 32 Shuangchahua, 33 Meihualu.



Alcuni Libri sulle Forme

Huang Zuanming 黄钻明 nel 2012 ha scritto una collana di libri (Qixing Tanglangquan Congsu 七星螳螂拳丛书) a cui appartengono:
  • Xiao Jia Shi Quan 小架式拳;
  • Da Jia Shi Quan 大架式拳;
  • Lianhuan Jintao 连环锦套;
  • Meihuaquan 梅花拳;
  • Feiyanzhang飞雁掌;
  • Bazhouquan 八肘拳;
  • Tanglang Buchan Quan 螳螂捕蝉拳.



Geng Jun 耿军 è invece l'autore di una serie di libri su forme dello Shaolinquan e del Qixing Tanglangquan, questo un elenco di quelli sulla Mantide Religiosa Sette stelle:
  • Qixing Tanglangquan Baiyuan Xiaomu 七星螳螂拳 白猿孝母;
  • Qixing Tanglangquan Baiyuan Xianguo 七星螳螂拳 白猿献果;
  • Qixing Tanglangquan Baiyuan Xianshu 七星螳螂拳 白猿献书;
  • Qixing Tanglangquan Meihualu 七星螳螂拳 梅花路;
  • Qixing Tanglangquan Chachui 七星螳螂拳 插捶;
Il maestro Angelo D'Aria è autore di alcuni testi dedicati al Qi Xing Tang Lang Quan; tra questi "QI XING TANG LANG QUAN D'ARIA ANGELO' SCHOOL Volume 2" (2013) si concentra su 5 forme antiche: Beng Bu Quan, Duo Gang Quan, Shiba Suo Quan, Shiba Cou Quan e Lan Jie Quan.

Meihua Tanglangquan

Riguardo al ramo detto Pugilato della Mantide Religiosa del Fiore di Prugno, si trova nelle fonti una certa confusione: nella maggior parte di esse si fa coincidere Meihua Tanglangquan (梅花螳螂拳) con Taiji Meihua Tanglangquan (太极梅花螳螂拳).
«Il Pugilato della Mantide del Fiore di Prugno, anche chiamato Pugilato della Mantide del Fiore di Prugno Taiji»
(Essentials of Chinese Wushu)



Zheng Qi e Tian Yunqing scrivono che il Meihua Tanglangquan è anche chiamato Taiji Tanglangquan e proviene anch'esso dall'Ying Tanglangquan. Il Zhongguo Wushu Da Cidian indica in maniera separata Meihua Tanglangquan che può essere chiamato Taiji Tanglangquan, rispetto a Meihua Taiji Tanglangquan. Li Feng invece afferma che il Meihua Tanglang è anche detto Meihua Taiji Tanglang.
L'iniziatore di questo ramo sarebbe stato Li Bingxiao (李秉霄) vissuto durante il regno di Qianlong (1736-1796).
Questo è un lignaggio del Taiji Tanglangquan secondo quanto riportato da Li Feilin (李飞林): Wang Lang 王朗 → Li Bingxiao 李秉霄 → Zhao Zhu 赵珠 → Liang Xuexiang 梁学香 → Jiang Hualong 姜化龙 → Song Zide 宋子德.
In un altro articolo Li Feilin inserisce tra Wang Lang e Li Bingxiao un terzo personaggio: Xia Dao (侠盗)
Questo Albero Genealogico di Taiji Tanglangquan è descritto da Liu Lianyang: Wang Lang 王朗 →Deng Yude邓玉德→ Li Bingxiao 李秉霄 → Zhao Zhu 赵珠 → Liang Xuexiang 梁学香 → Jiang Hualong 姜化龙 → Song Zide 宋子德. Deng Yude sarebbe il già citato Xia Dao.
Questo è un lignaggio del Meihua Tanglangquan secondo quanto riportato da Hao Mingli (郝明立) e Zhang Fuzhou (张福洲): Wang Lang 王朗 → Li Bingxiao 李秉霄 → Zhao Zhu 赵珠 → Liang Xuexiang 梁学香 → Hao Lianru 郝连茹, Jiang Hualong 姜化龙, Jiang Jingchuan 姜井川, Sun Yuanchang 孙元昌, Sun Yuancai 孙元财, Zhu Yongxiu 祝永修.
L'articolo Laiyang Tanglangquan già citato a proposito dei due lignaggi precedenti descrive separatamente Taiji Tanglangquan e Meihua Tanglangquan, aumentando la nostra confusione, visto che i lignaggi sono pressoché coincidenti.
Dalla metà del 1800 una versione del Taiji Meihua Tanglangquan è detenuta dalla Famiglia Hao (郝家) attraverso Hao Lianru 郝连茹. Questa particolare ramificazione è detta Haojiamen (郝家门).



Caratteristiche

Il Meihua Tanglangquan utilizza piccole posizioni ed è caratterizzato da un movimento fluido e continuo, come il fiorire dei prugni. In questo ramo la Duttilità (Rou) controlla l'Inflessibiltà (Gang), come nel Taijiquan; i movimenti sono eleganti e fieri come nel Changquan. Le braccia sono costantemente arcuate e avvolgono all'inteno ed all'esterno, cioè svolgono un lavoro di torsione. Il busto ruota continuamente. Il Taiji Meihua Tanglangquan ha come passo principale Xiao Dengshan (小登山, Piccolo Scalare la Montagna).

Forme di Meihua Tanglangquan

Anche questo ramo possiede moltissime forme (Taolu):
  • 1) a mano nuda sono Baiyuan Tou Tao (白猿偷桃), Bengbu (崩步), Lanjie (拦截), Meihua Tang Chu Fanche (梅花糖储翻车), Goufa (勾法), Tanglang Bu Chan (螳螂扑蝉), Tanglang Zhanchi (螳螂展翅), Tanglang Xing (螳螂行), Bazhou (八肘), sei sequenze di Zhaiyao (摘要);
  • 2) con armi sono Tanglangdao (螳螂刀), Tanglangjian (螳螂剑), Tanglanggun (螳螂棍), Tanglangqiang (螳螂枪), ecc.;



Forme di Taiji Meihua Tanglangquan

Queste sono le forme deducibili dagli scritti di Zhang Bingdou:
  • 1) a mano nuda sono Zhaiyao (摘要) in sei parti, Meihualu (梅花路), Bazhou (八肘), Babu Lianhuanquan (八步连环拳);
  • 2) con armi cita Babu Lianhuanjian (八步连环剑).



Forme di Haojiamen Taiji Meihua Tanglangquan

Anche questo ramo contiene numerose forme e curiosamente possiede anche alcuni esercizi di Qigong tra cui compaiono anche i due già citati a proposito del Qixing Tanglangquan:
  • 1) gli esercizi di Qigong sono Sanhui Jiuzhuan Huanyang Fa (三回九转还阳法), Tie Luohan Gong (铁罗汉功), Ba Da Jingang Qigong (八大金刚气功), Taiyi Zhenren Baduanjin (太乙真人八段锦), ma si usano anche come allenamenti esterni il Paidagong (排打功) ed il Tieshazhang (铁砂掌);
  • 2) come forme del metodo di pugilato (Quanfa) ci sono Luohan Chui (罗汉捶), Wutangchui (五趟捶), Yuejiachui (岳家捶), Zhilu (指路), Da e Xiao Fanche (大小翻车), Taijipi (太极劈 anche detta Meihuapi 梅花劈), Bengbu (蹦步), Bazhou (八肘), Luanjie (乱接), Zhaiyao (摘要) in sei parti, Zonghe Zhaiyao (综合摘要), Meihualu (梅花路), Baiyuan (白猿), Chuanzhi (传枝), Duanda Wu Lianhuan (短打五连环), Tanglang Shiba Shou Dafa (螳螂十八手打法) eccetera;
  • 3) come forme con armi ci sono Damo jian (达摩剑), Baxian jian (八仙剑), Meihuadao (梅花刀), Yan Qing dao (燕青刀) Luhegun (陆合棍), Wuhu Qunyang Gun (五虎群羊棍), Luheqiang (陆合枪), Meihuaqiang (梅花枪), eccetera;
  • 4) infine come Duilian ci sono Bengbu Duichai (蹦步对拆), Taohua San (桃花散), Xiao Pai'an (小拍案), Shuang Fengshou (双封手), Tieshen Kao (贴身靠), eccetera.



Liuhe Tanglangquan

Il Pugilato della Mantide Religiosa delle Sei Coordinazioni è anche detto Ma Yuan Tanglangquan (马猿螳螂拳, Pugilato della Mantide Religiosa del Cavallo e della Scimmia) e proviene dal Ruan Tanglangquan (软螳螂拳, Pugilato della Mantide Religiosa Morbido). Questo ramo sarebbe stato iniziato da Wei San (魏三) e Lin Shichun (林世春). Liu Jingru afferma che il primo di questi personaggi si chiamava Wei Delin (魏德林). Questo è un lignaggio del Liuhe Tanglangquan: Wang Lang 王朗 → Cognome sconosciuto → Wei San 魏三 → Lin Shichun 林世春 → Ding Zicheng 丁子成 →Dan Xiangling 单香陵→Zhang Daojin 张道锦. Liu Jingrui conferma sostanzialmente questo lignaggio e si colloca alla medesima generazione di Zhang Daojin. Secondo un lignaggio riportato dallo stesso Zhang Daojin alla seconda generazione si collocherebbe Jin Ye (金叶).



Il Tanglangquan nella Cultura di massa

  • Nel 1984 la Shandong Meishu Chubanshe ha pubblicato una Storia Illustrata (Lianhuanhua, 连环画) dal titolo Tanglangquan Yanyi 螳螂拳演义(Romanzo del Pugilato Della Mantide Religiosa) diviso in vari libretti a strisce.
  • Il Tanglangquan è lo stile del personaggio di Lion Rafale, appartenente alla serie di videogiochi e anime Virtua Fighter. Nel doppiaggio italiano della serie TV lo stile viene chiamato col suo nome giapponese: toroken.






venerdì 30 ottobre 2015

Battaglia di Noryang

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La battaglia di Noryang, l'ultima grande battaglia della campagna di invasioni giapponesi della Corea, venne combattuta dalla flotta giapponese e dalle flotte congiunte di Cina e Joseon. Ebbe luogo il 16 dicembre 1598 e si protrasse fino all'alba del giorno successivo.
La dinastia Joseon, che guidava l'omonimo Stato da poco più di duecento anni, dovette allearsi con la dinastia Ming per fronteggiare le mire espansionistiche giapponesi. Il controllo della flotta federata venne affidato all'ammiraglio Yi Sun-sin e al generale Chen Lin, che attaccarono e distrussero - e catturarono - più della metà delle 500 navi giapponesi guidate da Shimazu Yoshihiro, prima che egli potesse pericolosamente ricongiungersi al daymio Konishi Yukinaga. I sopravvissuti giapponesi riuscirono faticosamente a trovare rifugio a Pusan, per poi tornare, pochi giorni dopo, in madrepatria. L'ammiraglio Yi morì in battaglia, vittima di un colpo sparato da un archibugio nemico.

Preludio

Dopo una lunga serie di battute d'arresto, sia nelle battaglie terrestri che navali, le forze giapponesi dovettero fare marcia indietro verso le loro piazzeforti - o wajō -, costruite lungo le coste sudorientali della Corea. Le fortezze non erano però in grado di ospitare l'esercito nella sua interezza, pertanto, nel giugno 1598, il potente daymio Hideyoshi ordinò il rimpatrio di 70000 soldati, cioè la maggior parte dell'esercito. Il 18 settembre 1598, Hideyoshi, determinato propugnatore dell'invasione giapponese della Corea, morì nel castello di Fushimi. Prima di morire, però, il Taikō aveva disposto il rimpatrio delle forze di stanza nei presidî coreani, ma la presenza di navi nemiche impediva alle guarnigioni di tornare a casa.
La fortezza giapponese di Sunch'on - la più occidentale di tutte - accoglieva ben 14.000 soldati, comandate da Konishi Yukinaga, che aveva già diretto il contingente d'avanguardia delle operazioni di invasione del 1592. Yi e Chen Li, intanto, presidiavano la zona per impedire la ritirata di Konishi. Questi non trovò altra soluzione che corrompere con vari regali Chen Li, nel tentativo di guadagnarsi il via libera alle operazioni di ritirata. Sulle prime, Chen accettò di far arretrare la flotta federata, ma Yi si oppose fermamente; anche l'idea di un attacco alle fortezze più piccole e vulnerabili, suggerita sempre da Chen Li, venne scartata dall'ammiraglio, dato che se fosse stata azzardata un'operazione lontana dal wajō di Konishi, le truppe ivi stanziate si sarebbero date alla fuga.
Il 15 dicembre, circa 20.000 soldati dei wajō di Sach'on (da non confondersi col wajō di Sunch'on), Goseong e Namhae salparono dalle coste coreane con 500 navi e cominciarono a raccogliersi a est dello stretto di Noryang nel tentativo di impedire il blocco navale attuato da coreani e cinesi. Shimazu Yoshihiro, già a capo del wajō di Sunch'on sopraccitato, prese il comando delle operazioni.
I coreani volevano impedire a Konishi di ricongiungersi alla flotta di Shimazu, che sarebbe stata poi attaccata in un'accanita battaglia. Shimazu voleva attraversare lo stretto di Noryang, unirsi alla flotta di Konishi e ritirarsi a Pusan, e sapeva che Konishi stava tentando di creare scompiglio nelle forze alleate; sperava anzi che i coreani si impegnassero su altri fronti o continuassero ad attuare il blocco navale del wajō di Sunch'on. Shimazu sperava così di attaccare i coreani dalle retrovie.

La battaglia

Il 15 dicembre, una enorme flotta di navi giapponesi stazionava nella baia di Sach'on, alla punta orientale dello stretto di Noryang. Shimazu non era sicuro della posizione della flotta di Yi: avrebbe potuto essere al wajō di Konishi per l'attuazione del blocco navale oppure sulla stessa strada della sua flotta per dirigersi alla volta di un wajō abbandonato più a est; o, ancora, avrebbe potuto aspettare i giapponesi alla punta occidentale dello stretto. Yi, invece, sapeva perfettamente dov'era Shimazu, grazie ai suoi ricognitori e alle testimonianze dei pescatori della zona.
Yi poteva contare sulla compattezza di 82 panokseon coreane - vere e proprie fortezze navali per l'epoca -, equipaggiate a remi. La flotta cinese consisteva invece di sei grosse navi da guerra, usate come navi ammiraglie (a vela e a remi), 57 navi, equipaggiate di soli remi e più leggere perché originariamente destinate ai commerci, e due panokseon affidati da Yi a Chen Li. La flotta federata disponeva in totale di 8000 coreani, tra marinai e ufficiali, e quasi altrettante unità cinesi (5000 uomini dello squadrone Guangdong e 2600 unità a bordo della navi coreane).
Le navi coreane, meno numerose ma più robuste e pesantemente armate, oltre che perfettamente disciplinate al combattimento di squadra, dimostrarono una pesante superiorità tattica sulle più fragili navi nipponiche. In particolare le kobukson, antesignate delle corazzate, colpirono con i loro cannoni e i lanciafiamme disposti a prua con risultati devastanti.
Yi morì nelle fasi finali della battaglia, che si concluse con la distruzione della maggior parte della flotta nipponica e la fuga delle restanti unità, e la notizia della sua morte fu data solo dopo la fine della battaglia per non dare un vantaggio tattico all'avversario. I giapponesi videro la morte del loro comandante, il cui cadavere venne appeso all'albero maestro dell'ammiraglia coreana per intimidire gli avversari. I coreani affondarono oltre 200 navi sulle 500 impegnate dai nipponici.

giovedì 29 ottobre 2015

T'ien shu

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Il T'ienshu è un sistema di autodifesa che si basa su un modello di attacco ideato e codificato dal fondatore con l'acronimo: CSTB (colpire - spingere - tirare - bloccare); in base a questo modello di attacco libero, vengono presentate, tramite programmi, la metodologia di difesa sia di base che avanzate.
La parola T'ienshu è composta da due termini: (T'ien=quiete, pacifico) e (Shu=arte, metodo, sistema). Il suo significato sta per: "Arte della pace, della quiete interiore"
Fondato in Italia nel 1970 dal maestro Fernando Tronnolone, il T'ienshu - dopo circa 20 anni di codifiche e aggiornamenti teorico-applicativi viene riconosciuta come disciplina marziale nel 1989 dalla Federazione Italiana Wushu, già FIWuK CONI, e nel 1994 dall'Ente sportivo ASI, attuale Associazioni sportive sociali italiane, Ente riconosciuto dal CONI, con il quale collabora, avendo il Coordinamento nazionale della Disciplina.

T'ienshu - disciplina di autodifesa

Il T'ienshu deriva da alcune arti marziali presenti in Italia negli anni '60, tuttavia questo metodo pone l'accento sul valore dell'individuo, sul singolo praticante, e non su questa o quella determinata tecnica o su questo o quello specifico stile.
Nel corso degli anni '70 lo stesso Caposcuola cercò di avvicinare la mentalità occidentale ai principi classici della filosofia cinese(questo il motivo per cui anche se la disciplina è europea ha assunto il nome: T'ien Shu), in particolar modo al trittico Tao Yin Yang ed ai Cinque elementi (Terra, Metallo, Acqua, Legno e Fuoco) con i suoi due cicli (generativo e di controllo), non interpretati però secondo la concezione taoista ma con concetti diversificati” nel T'ienshu quale disciplina marziale occidentale. Egli, infatti, pur rispettando contenuto, finalità e significato della filosofia cinese riguardo al trittico Tao Yin Yang ed ai Cinque Elementi, ritenne opportuno avvicinare dei concetti comprensibili alla mentalità occidentale, definendo il trittico Tao Yin Yang ed i Cinque Elementi quali componenti dell'uomo nella sua totalità ed all'interno dell'ambiente in cui egli vive e si realizza.
Rimanendo saldi questi principi teorici, ormai cardini della disciplina del T'ienshu, il Caposcuola, consapevole dei mutamenti che avvengono nella società e nell'ambiente, ha istituito una regola basilare ed indispensabile affinché la stessa disciplina potesse percorrere fasi evolutive e di crescita, non fossilizzandosi ma sviluppandosi attraverso cicli quinquennali, in modo tale da aggiornarsi, adeguandosi ed adattandosi nei vari quinquenni succedutisi. A tutt'oggi, a partire dalla sua fondazione nel 1970, il T'ienshu ha superato ben nove quinquenni adattandosi a diverse realtà durante il suo percorso di crescita e formativo.
Lo stesso maestro Tronnolone ha fatto sì che questo sistema, questo metodo di autodifesa, nelle attività di formazione teorica, si interfacciasse con tematiche come: il bullismo tra i teenager, la violenza contro le donne, la prevenzione e pericolo negli ambienti esterni, le insidie nei social network rete sociale, il cyberbullismo, ma soprattutto, insegnare a distinguere e comprendere a fondo, in modo pragmatico le differenze tra simulazione e realtà, dove ad esempio, affrontare un uomo armato nella realtà non è come simularlo in palestra perché per la strada, in caso di violenza, non esistono regole, principi etico-morali o rispetto che tengano, ma solo la consapevolezza di ciò che si è e dei propri limiti.

martedì 27 ottobre 2015

Jiu jie bian





Jiujiebian (九节鞭, lett. "Frusta a nove sezioni" – più spesso troviamo la parola "Bian" tradotta in "catena", diventando quindi "Catena a nove sezioni") è un'arma tradizionale cinese, usata anche nelle arti marziali cinesi, che deve il suo nome al fatto di essere composta da appunto nove segmenti di metallo.
Tradizionalmente è composta da nove cilindri in ferro, a sezione ottagonale o circolare, collegati da anelli dello stesso materiale; all'estremità si trova un peso a forma di cuneo o un puntale che permettono una veloce rotazione dell'arma e una maggiore efficacia nei colpi di punta.
Nelle arti marziali moderne, il Jiujiebian è composto da segmenti di metallo lunghi circa 15 cm e da un'impugnatura e da una punta agli estremi.
La sua pratica richiede molta coordinazione e molto allenamento: il praticante deve mantenere l'attrezzo in movimento costante e rotatorio facendogli percorrere dei cerchi intorno al corpo. Durante gli attacchi, è possibile far girare la catena intorno al proprio corpo o (più raramente) intorno al proprio collo, in modo da arrestarne o comunque modificarne il movimento.
L'allenamento con quest'arma sviluppa l'attenzione mentale che deve essere costante durante ogni movimento, abituando così a mantenere e gestire un continuo stato di tensione mentale.
Il Jiujiebian è una delle armi principali dello stile Tanglangquan, oltre alle spade ad uncino, ai doppi coltelli, all'alabarda, lancia e alla classica sciabola.

lunedì 26 ottobre 2015

Stav

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Stav è un'arte marziale norvegese insegnata da Ivar Hafskjold. Essa utilizza runes e mitologia nordica, venendo insegnata sulla base della tradizione orale che egli sostiene sia stata preservata nella sua famiglia.
Negli anni 1990, Ivar Hafskjold assunse quattro apprendisti personali e studenti; Shaun Brassfield-Thorpe, Kolbjorn Märtens, David Watkinson e Graham Butcher. Tutti i contemporanei insegnanti di Stav derivano dalla linea di insegnamento diretta di Ivar Hafskjold e/o da uno dei suoi primi quattro allievi, ognuno dei quali è riconosciuto come maestro.
Stav ricorda il T'ai chi, con gli allievi che iniziano con posizioni ritualizzate simili alle sedici rune del Younger Futhark.

domenica 25 ottobre 2015

Scherma

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Il termine scherma si riferisce alle abilità e alle tecniche di una persona addestrata nell'arte dell'uso della spada, per uso in guerra, difesa personale, duello o pratica sportiva. Il termine è moderno e nel linguaggio comune principalmente riferito alla pratica della scherma olimpica, ma si riferisce anche ad ogni arte marziale che include l'uso di una spada o arma bianca.

Etimologia

La parola scherma ha un equivalente nel longobardo "Skirmjan" che significa anche proteggere, coprire (stessa etimologia della parola schermare). La disciplina di scherma ha infatti le proprie basi nel porre la propria arma come difesa/schermo fra sé e l'avversario. Un'analogia si trova nell'etimologia della parola equivalente inglese fencing che deriva dal verbo de[fencing], cioè difendersi, dal latino defensio. Rimane invece dubbia l'etimologia del termine arcaico scrimia, con cui si indica la disciplina di scherma antica nell'ambito delle arti marziali. Probabilmente si tratta della fusione, nel periodo di predominanza spagnola della penisola, del termine italiano scherma con l'analogo spagnolo esgrima.
Le prime tracce della scherma risalgono agli antichi egizi, che facevano lottare gli schiavi con dei lunghi bastoni usando tecniche simili a quelle del giorno d'oggi
In ogni caso il termine scherma appare affermato nei trattati a noi pervenuti che parlano della disciplina già a partire dall'inizio del Cinquecento, mentre il termine scrimia compare per la prima volta in un trattato italiano di fine Cinquecento (Dell'Arte di Scrimia - 1572).
In Occidente, colui che utilizza la spada viene in genere definito schermidore (soprattutto con connotazionie sportive), oppure più largamente spadaccino o all'inglese swordsman, termini paralleli al latino gladiatore (combattente professionista che combatteva nelle arene per l'intrattenimento del pubblico nell'antica Roma utilizzando il gladio; la parola gladius a sua volta significa "spada").
In Oriente, la scherma viene chiamata kenjutsu ("arte della spada") in Giappone

Scherma europea

Antichità

L'uso di spade è testimoniato fin dai tempi degli antichi greci, che impiegavano armi come lo xiphos o il kopis, ma anche dei celti, celebri per le loro spade galliche. Il suo utilizzo però non era molto diffuso, a causa della preziosità dei metalli usati per la lavorazione e della preferenza della maggior parte dei guerrieri per la lancia (più economica, facile da costruire e da utilizzare, con un raggio d'azione più ampio).
Prima ancora ci sono prove che gli antichi egizi praticassero uno sport molto simile alla scherma moderna, utilizzando al posto delle spade lunghi bastoni di legno. Gli atleti che si sfidavano in questo sport erano molto spesso schiavi.
Roma provvide alla diffusione della spada come arma principale da battaglia nella connotazione d'oggi in occidente. I legionari romani e altre forze dell'esercito romano utilizzavano il gladio, una spada corta utilizzata principalmente per penetrare di punta. I gladiatori (cioè "coloro che usavano il gladio") ne usavano una variante ancora più corta. La spatha (da cui deriva il termine "spada") era una lama più lunga a doppio filo utilizzata solo dalle unità di cavalleria fino al II secolo D.C., quando venne adottata anche dalle truppe di fanteria e il cui uso divenne simbolo di abilità e orgoglio.
Nonostante fosse necessario un addestramento nell'utilizzo di queste armi, non sono pervenuti a noi manuali militari antichi di scherma.
Nel De Re Militari, di Flavio vegezio Renato (V secolo), viene riportato come i soldati romani e i gladiatori praticassero allenamento al palo con armi pesanti e imparassero a colpire preferenzialmente di punta.
Una traduzione delle Satire di Giovenale da parte di Barten Holyday nel 1661 nota che i romani, sia legionari che gladiatori, imparavano l'uso della spada con simulacri di legno prima di passare ad armi in ferro o acciaio. Bersagli di addestramento erano un palo o un fantoccio di legno.

Medioevo

Si sa poco sulle prime tecniche di scherma dell'alto Medioevo, a parte ciò che si è potuto ricostruire da reperti archeologici e rappresentazioni artistiche (come nel caso delle armi e armature di epoca vichinga). Si sa comunque che durante il periodo delle invasioni vichinghe l'uso della spada era limitato, soprattutto fra gli stessi vichinghi e altre popolazioni germaniche, che preferivano lancia e ascia a parte alcuni individuali facoltosi. Le spade prodotte, comunque, basate sulla spatha, erano di ottima fattura.
Col tempo la spatha si evolvette nella spada d'armi. Nel corso del Medioevo, i primi trattati di scherma, conosciuti in Germania come (Fechtbücher), vennero scritti nel 1550 circa. La scuola tedesca di scherma ha le sue origini in Johannes Liechtenauer e i suoi allievi, divenuti poi maestri d'arme nel XV secolo, fra i quali Sigmund Ringeck, Hans Talhoffer, Peter von Danzig e Paulus Kal. In Italia invece comparvero manuali come il Flos Duellatorum, scritto dal maestro di spada Fiore dei Liberi intorno al 1410. In questo periodo la spada lunga divenne l'arma principale con numerose varianti ed adattamenti in linea con l'avanzamento tecnologico e metallurgico. Lo sviluppo di armature complete rese inadatte le spade ai campi di battaglia, favorendone invece l'uso come arma da duello o per difesa personale cittadina, influenzando così le tecniche schermistiche.
Se nell'alto Medioevo la spada era principalmente un simbolo di status sociale, nel basso Medioevo le tecniche produttive divennero più efficienti e convenienti. Di conseguenza, più che il privilegio di pochi individui ricchi, la spada divenne più che altro il simbolo dei ceti più abbienti.



Rinascimento

La scuola germanica di scherma, in generale, conobbe un declino durante il Rinascimento mentre quelle italiane e spagnole, maggiormente orientate all'uso dello stocco e per il duello civile, crebbero notevolmente. Il compendio compilato da Paulus Hector Mair nel 1540 analizza gli sforzi del secolo precedente nel tentativo di ricostruire e preservare un'arte ormai decadente. I trattati di Joachim Meyer del 1570 ebbero un approccio scientifico e completo nei riguardi dello stile di spada, sono gli ultimi reperti maggiori della scuola tedesca e esplorano un contesto ormai quasi interamente sportivo.
L'uso della spada lunga continuò a declinare lungo il Rinascimento, in parallelo con il sorgere delle armi da fuoco e delle alabarde sui campi di battaglia. Così, la scherma si orientò verso la protezione personale dei civili ed il duello, con l'utilizzo della spada da lato, evolutasi poi nella striscia del XVII secolo. Le scuole di scherma francesi, italiane e spagnole vennero incontro a questi cambiamenti nell'armamentario civile e svilupparono stili appositi. Quella tedesca, invece, si dedicò poco a queste armi.

La scherma di oggi

La scherma che conosciamo oggi e che vediamo e seguiamo in televisione è diversa da quella che si praticava in passato. Ci sono tre principali discipline, che si contraddistinguono completamente l'una dall'altra. Si passa dall'eleganza del fioretto, alla tecnicità della spada, alla dinamicità della sciabola.
Queste tre armi si differenziano principalmente per tecnicità e struttura. La divisa, ossia l'abito tecnico necessario per praticare questo sport, è la stessa per tutte le armi, con un'aggiunta di due diverse tipologie di "giubbetti elettrici" per il fioretto - tutto busto ma niente maniche, e per la sciabola - dalle spalle ai fianchi con maniche lunghe. Entrando nel dettaglio il fioretto è da molti considerata l'arma base. Il fioretto è l'arma più praticata e più tradizionale tra le armi utilizzate nella scherma. Ci si aggiudica un punto per stoccata quando tecnicamente e tatticamente parlando si effettua un'azione vincente nei confronti dell'avversario secondo la convenzione, ovvero una serie di regole stilate per aggiudicare la stoccata a un solo dei due atleti. La convenzione nasce nell'ottocento per regolare i duelli civili (principalmente per evitare il colpo "della doppia vedova" ossia per scongiurare la possibilità che su un attacco simultaneo i due avversari si colpissero mortalmente nello stesso istante) ,ed assegna la stoccata a chi ,colpendo,attacca per primo o para la stoccata avversaria e risponde. La parte che si può colpire è rappresentata da tutta la superficie conduttiva del giubbetto, di colore argentato, più parte della gorgera (parte finale della maschera che protegge il viso). La spada non necessita di un giubbetto aggiuntivo quindi ci si aggiudica il punto, anche contemporaneamente, ogni volta che si colpisce l'avversario su tutta la superficie del corpo, dai piedi alla testa. Infine la sciabola è l'unica arma con tutta la lama conduttiva, quindi ci si può colpire sia di taglio, che di controtaglio, che di punta. La superficie che permette il raggiungimento di un punto è rappresentata dal giubbetto stesso più maschera, completamente conduttiva anch'essa. Vale anche per questa disciplina la convenzione.
Dopo la dismessa della spada lunga, spade come la spalasz o i vari tipi di sciabola furono i tipi di lama maggiormente impiegate in battaglia, usate principalmente dalla cavalleria e dagli ufficiali. L'aumento di efficacia delle armi da fuoco però ne velocizzò il declino fino a farle diventare armi da parata o cerimoniali. L'arma preferita nel duello civile era prima la striscia e poi lo spadino, più veloce ma più corto, ma il duello venne gradualmente reso illegale in molti paesi.
La scherma si è così evoluta principalmente come sport, attraverso la scherma olimpica. Tuttavia, alcuni studenti di scherma, per evitare la perdita delle antiche arti, continuarono a mantenere viva la scherma storica e le arti marziali europee, fino anche al XXI secolo.

Cina

Nella cultura cinese, la spada a doppio taglio conosciuta anche come jian viene considerata un'arma da maestri o da gentiluomini, entrambi ai quali vengono richieste considerevoli abilità per combattere con queste armi, anche perché i comandanti degli eserciti preferivano il jian per muoversi facilmente fra le truppe.
Mentre molte arti marziali cinesi includono l'allenamento sia col jian che con la spada a singolo taglio, o dao (più varie altre varianti), non esistono discipline cinesi che allenano esclusivamente la spada.

Giappone

La spada giapponese ha mantenuto a lungo un significato particolare nella cultura giapponese per la reverenza e la cura che la casta dei samurai dava alle proprie armi. Il samurai impiegava principalmente una katana, lunga lama a singolo taglio (come una sciabola), ma portavano con sé anche il wakizashi, più piccolo. Il duello giapponese era molto ritualizzato e vedeva i guerrieri fronteggiarsi con la sola lama, brandita a due mani. Il famoso samurai Miyamoto Musashi, però, raccomandava come tecnica schermistica favorita l'uso di due armi assieme, Katana e Wakizashi (scuola Hyōhō Niten Ichi-ryū).
La preminenza simbolica e duellistica della spada in Giappone si sviluppò a partire dal XVII secolo, durante il periodo Edo (1603-1868) stabilito sotto la dinastia Tokugawa, in cui i samurai perfezionarono la tecnica della spada e ne trovarono applicazione nei duelli regolati dal codice d'onore del bushidō. In precedenza, durante le incessanti guerre fra clan feudali, le armi principali utilizzate erano la lancia e l'arco, mentre la spada rivestiva ruoli secondari, soprattutto prima del tentativo di invasione mongola del Giappone.
Il Kenjutsu è il termine utilizzato per riferirsi alle arti antiche di spada, dal quale si è poi sviluppata la disciplina e sport del kendo ("via della spada"), nonché lo Iaido, la "via di estrarre la spada e riporla nel fodero". Molte si focalizzavano quasi interamente sulla scherma tramandata da nobili famiglie feudali. Diverse scuole antiche, o koryu, esistono ancora oggi, parallelamente a scuole moderne.

Corea

Il governo centralizzato Joseon e la necessità di fronteggiare continue invasioni esterne indussero lo sviluppo di tecniche schermistiche come una disciplina militare standardizzata. Assieme ad altri sistemi marziali, forme di scherma vennero formalizzate nel militare manuale del Muyejebo (1610) basato sul Ji Xiao Xin Shu di Qi Jiguang, e nelle revisioni, nel Muyesinbo (1759) e nel Muyedobotongji (1790). Quest'ultimo descrive anche lunghezze e larghezze comuni delle spade utilizzate. Anche se non esclusivamente dedicato all'uso della spada, 8 dei 23 capitoli sono interamente devoluti ad essa, riflettendo le necessità di un'era in cui le armi da fuoco non erano ancora maturate abbastanza per l'uso nel combattimento a corto raggio.

Filippine

L'uso di vari tipi di arma bianca con lama, assieme ai bastoni e ad altre armi, è molto sviluppato nei vari stili di kali escrima.