domenica 12 aprile 2015

Corso autodifesa farlocco



Scopri gli errori più comuni di chi si avvicina per la prima volta alla Difesa Personale e evita di farti truffare!

I corsi che promettono di insegnarti a difenderti sono davvero tanti: ogni città di medie dimensioni può contare su un discreto numero di scuole o palestre che offrono programmi di Difesa Personale più o meno articolati…
…ma non solo: esistono perfino corsi on-line, su dvd o su libro.
La domanda che più spesso mi viene posta è:
esistono dei criteri per capire la qualità di un corso?
La risposta è sì.
Cercherò in questo post di darti le dritte giuste perchè tu possa compiere una scelta consapevole e evitare di perdere tempo e soldi.

Qual è la cosa principale da sapere per chi si vuole iscrivere ad un corso di difesa personale?

Su internet ci sono tante informazioni e molte di queste sono fuorvianti.
È pieno di proposte di corsi che durano qualche mese, a volte un paio di giorni o addirittura anche solo poche ore, e promettono di metterti in grado di difenderti…
…ma funzioneranno?



Ora fai attenzione perché ti svelerò alcune tecniche disoneste di Marketing.

Per spiegarmi meglio ti farò un esempio con la musica invece che con le arti marziali.
Immagina di non aver mai studiato musica e di non saper suonare.
Ora, se qualcuno ti proponesse un corso per imparare a suonare il pianoforte in 4 ore…
…gli crederesti?
E se questo qualcuno ti dicesse che dopo 4 ore non solo sarai in grado di suonare da solo in pubblico ma anche di farlo in un gruppo di musicisti esperti…
…lo riterresti plausibile?
Ovviamente no!
Ecco perché come puoi ben immaginare chi vende questo genere di corsi, come nell’esempio del pianoforte, non avrebbe nessun allievo se non mentisse.
La menzogna si nasconde nel rendere la propria proposta verosimile agli occhi degli ingenui.
Quindi, per convincere le persone, chi propone questo genere di corsi di solito fa riferimento a 2 tecniche disoneste di vendita:
1- Capacità soprannaturali o semi scientifiche che non hanno niente a che fare con il corso che ti vogliono vendere:
Pillole miracolose, Ipnosi, Tecniche segrete, Pnl, Risveglio Sciamanico, Meditazioni guidate, Tecniche militari, Accesso al tuo inconscio, Istintività nascosta, ecc. Nel nostro esempio del pianoforte suonerebbe più o meno così:
Impara a suonare il pianoforte in 4 ore.
Chiunque può imparare!
Infatti, tutti noi ascoltiamo la musica fin da bambini e quindi dentro di te inconsciamente conosci già tutto. Inoltre Il tuo respiro e il battito del tuo cuore ti hanno già insegnato il ritmo, solo che tu non lo sai ancora.
Grazie alle nostra tecnica segreta di ipnosi Militare e riscoperta della tua istintività risveglieremo la tua conoscenza latente della musica e in pochissimo tempo imparerai a suonare.
Anche tu potrai imparare a suonare il pianoforte senza fatica grazie al nostro corso di 4 ore.



2– Riferimento ad abilità dell’insegnante o a testimonial che però non centrano niente con la tua capacità di imparare. Nel nostro esempio del pianoforte suonerebbe più o meno così:



Impara a suonare il pianoforte in 4 ore.
Chiunque puo’ imparare!
Il corso è tenuto dal Maestro Tal Dei Tali allievo diretto del gran maestro di pianoforte Tizio Caio.
Per chi non lo sapesse Tizio Caio ha suonato nelle più prestigiose orchestre del mondo. Si è poi specializzato nelle tecniche segrete insegnate ai bambini  in Russia e in Cina per farli diventare i più bravi pianisti del mondo e le ha collaudate con successo presso l’orchestra filarmonica di New York.
Ora anche tu potrai studiare queste tecniche segrete!
Grazie al lavoro di divulgazione di Tal Dei Tali potrai finalmente imparare a suonare il pianoforte senza fatica in appena 4 ore.
Forse stai pensando che i 2 annunci che propongono il corso di pianoforte non sono comunque credibili (anche se non escluderei categoricamente che su mille persone che leggono una cosa del genere non ce ne sia almeno una che si iscrive).
Se lo pensi hai ragione!
Sono poco credibili, ma questo è dovuto al fatto che è abbastanza risaputo che il piano è uno strumento difficile.
Sostituisci però il piano con qualcosa che la gente conosce meno come, per esempio, la difesa personale, qualche abilità finanziaria, il dimagrimento, la preparazione fisica, qualche abilità sociale o qualche conoscenza spirituale e il gioco inizia ad avere senso.
Inoltre: l’annuncio sarebbe 5 volte più potente se combinasse entrambe le tecniche MIRACOLO + AUTORITÀ/TESTIMONIAL.
Impara a suonare il pianoforte in 4 ore.
Chiunque può imparare!
Infatti, tutti noi ascoltiamo la musica fin da bambini e quindi dentro di te inconsciamente conosci già tutto: Il tuo respiro e il battito del tuo cuore ti hanno già insegnato il ritmo, solo che tu non lo sai ancora.
Grazie alle nostra tecnica segreta di ipnosi Militare e riscoperta della tua istintività risveglieremo la tua conoscenza latente della musica e in pochissimo tempo imparerai a suonare.
Il corso è tenuto dal Maestro Tal Dei Tali esperto di fama mondiale di ipnosi e allievo diretto del gran maestro di pianoforte Tizio Caio.
Per chi non lo sapesse Tizio Caio ha suonato nelle più prestigiose orchestre del mondo. Si è poi specializzato nelle tecniche segrete insegnate ai bambini  in Russia e in Cina per farli diventare i più bravi pianisti del mondo e le ha collaudate con successo presso l’orchestra filarmonica Di New York.
Ora anche tu grazie al lavoro di divulgazione di Tal Dei Tali e alle sue capacita di ipno-terpeuta potrai risvegliare le tue capacità latenti di musicista e potrai studiare le tecniche segrete dei bambini Russi e Cinesi.
Grazie a questo corso potrai finalmente imparare a suonare il pianoforte senza fatica in appena 4 ore.
Questi corsi hanno un mercato perché la maggior parte delle persone è molto pigra e invece di impegnarsi per raggiungere un risultato cerca pillole magiche, miracoli, tecniche segrete e profeti.
P.S. Consiglio spassionatamente a chi è pigro cronico e non vuole migliorare, di spendere i propri soldi in una bella vacanza, magari in uno di quei posti dove sei servito e riverito, piuttosto che lanciarli dalla finestra in corsi e pillole miracolose
Tornando alla difesa personale, ho qualche brutta notizia per chi pensa che si possa imparare come in Matrix:
  1. Imparare in pochissimo tempo è impossibile.
  2. La difesa personale è un’attività motoria completa e complessa.
  3. E’ impensabile riuscire a addestrare qualcuno, magari senza alcuna esperienza marziale o di combattimento, in poche ore.



Quindi nessuno può insegnarmi la difesa personale in un fine settimana?

La vedo davvero dura.
La cosa ha senso solo se per difesa personale intendiamo “prevenzione alla difesa personale”, ovvero l’ambito psicologico che interviene in una situazione di pericolo.
Un corso di questo tipo può darti le dritte giuste su come comportarsi in situazioni limite, cosa dire e non dire, le situazioni da evitare e le dinamiche dell’aggressione.
Rimane comunque il solito problema: non è detto che – nonostante qualcuno ti abbia detto come comportarti – nella situazione di pericolo tu sia in grado di applicare quei piccoli (e importanti!) gesti di prevenzione.
Ogni insegnamento va interiorizzato, e questo è un processo lungo, che può essere parzialmente accorciato in base alle attitudini o esperienze personali.
È ovvio che se hai la stazza di King Kong, sei un rugbista esperto o un sollevatore di pesi olimpico, magari imparando quattro tecniche te la puoi cavare.
Ma non è possibile insegnare qualcosa e farlo interiorizzare a qualcuno in tempi brevissimi, per quanto dotato sia l’allievo o l’insegnante.



Lo stress è la variabile più influente di tutte per ciò che riguarda la difesa personale.

Tornando all’esempio del pianoforte, che mi sembra molto semplice e calzante: facciamo finta che qualcuno ti abbia venduto un corso di 4 lezioni e che tu, piuttosto dotato, sia riuscito a imparare un semplice pezzo.
Ora, posto che il pianoforte non cerca di staccarvi le dita mentre suoni e nessuno ti sta minacciando o cercando di fare male, prova a pensare di mettere il tuo pianoforte in mezzo a una piazza e iniziare a suonare, sotto lo sguardo di tutti.
Pensi davvero di riuscire a non fare errori, di eseguire il pezzo alla perfezione e magari, quando il pubblico te lo chiede, improvvisare qualcosa di nuovo?
E se poi questa semplice prova ti fosse posta a distanza di qualche anno dal tuo ultimo allenamento?
La vedo dura!
Ora se parlino di difesa personale le cose vanno anche peggio perché il contesto sarà infinitamente più stressante e pericoloso dell’esempio col pianoforte:
  • potresti avere mal di testa
  • essere già stato colpito dall’aggressore, magari di sorpresa o alle spalle
  • potresti aver bevuto una birra di troppo
  • potrebbe esserci poca luce
  • potrebbe piovere
  • potresti indossare degli abiti che ti limitano nei movimenti
  • potresti semplicemente essere seduto
  • ecc..
se l’abilità non è parte di te, completamente interiorizzata, difficilmente potrà funzionare.
Non pensate mai allo scenario migliore quando ti alleni perché altrimenti rischi di essere completamente impreparato alla vita reale.

Per fare le cose bene serve tempo e pratica.

Quando le circostanze sono contro di noi, solo chi si è preparato davvero ha una vera possibilità di successo.



Ma ho letto su internet di una ragazza (o mi hanno raccontato della cugina dell’amico di un amico) che dopo un corso di 10 ore è riuscita a difendersi!

Non lo escludo categoricamente, ma è un po’ come con i “gratta e vinci”: ci sarà anche quello che vince il 1° premio, ma è molto più probabile perdere (o avere vincite irrilevanti) che diventare milionari.
Ti racconto la mia storia: diversi anni fa insegnavo nelle scuole superiori di Verona e provincia alle ragazze la difesa personale.
Ho insegnato a diverse migliaia di ragazze e nel tempo ho avuto anche la testimonianza di alcune di loro che sono riuscite a difendersi usando le poche nozioni a loro insegnate.
Ripensandoci oggi, posso dire che quelle in cui si sono trovate, erano situazioni estremamente semplici in cui le ragazze non hanno dovuto fare ricorso a nessuna specifica abilità fisica. Sinceramente ritengo che sia stata più una questione di fortuna e coincidenze dato che il problema si è presentato a pochi giorni dalla fine del corso e se la sono cavata utilizzando più che altro qualche nozione di teoria e prevenzione.
Per come la vedo io: è come se avessero vinto 50 euro al “gratta e vinci”. E’ già qualcosa, ma non è così significativo da dire alle persone di smetterla di studiare o lavorare per puntare tutto sui giochi a premi.
Dieci anni fa credevo veramente che fosse possibile insegnare la difesa personale con corsi brevi.
Oggi, invece, non lo farei più e penso sia stato solo un errore di gioventù…
…10 anni fa avevo, proprio come oggi, tantissimo entusiasmo e voglia di insegnare a quante più persone possibili la difesa personale ma non avevo ancora capito che questo non bastava.
Sai perchè ti dico questo?
Perché mi sono accorto con l’esperienza che corsi di questo tipo creano solo false certezze nella mente delle persone.
Ho visto con i miei occhi che nessuna abilità motoria rimane a lungo in chi ha frequentato corsi brevi.
Oggi, quando mi chiedono di fare degli interventi didattici, parlo solo degli aspetti preventivi e mi rifiuto categoricamente di mostrare tecniche che richiedano l’impiego del corpo a chi non è disposto ad investire almeno un centinaio di ore nello studio.
Fare diversamente crea illusioni: le persone, credendo di saper fare, cercano di mettersi in salvo provando a fare qualcosa di cui non sono all’altezza.
Come dicevo prima esiste anche la componente fortuna e molto spesso è determinante, ma nei miei corsi preferisco allenare i ragazzi e le ragazze pensando che essa non esista.



E allora come si fa?

Se parti con mezzora di ritardo per andare a un appuntamento e poi trovi qualche semaforo rosso, non lamentarti e soprattutto non dare la colpa del tuo ritardo ai semafori.
Partecipare a un corso di difesa personale perché dopodomani prevedi di trovarti in una situazione di pericolo potenziale, non è una cosa particolarmente furba.
  • Preparazione vuol dire anche gestione degli imprevisti.
Se quello a cui sei diretto è l’appuntamento con la tua vita è meglio partire prevedendo di trovare tutti i semafori rossi e casomai arrivare con qualche minuto di anticipo piuttosto che arrivare in ritardo.
Inizia a ragionare in termini di disponibilità di tempo. Assicurati di avere tempo e voglia per portare a termine un cammino pieno di soddisfazioni ma che t’impegnerà per qualche anno.
Il fatto che sia un’attività complessa e lunga non vuol dire che i progressi non si vedano: già dopo pochi mesi il fisico risponde allenamento con una migliore reattività e si gode di una maggiore sicurezza e confidenza psicologica.
In generale ritengo che per poter gestire sufficientemente (non si diventa dei boxeur eccellenti in un attimo) una situazione a mano nuda che non presenta particolari difficoltà ci voglia almeno un anno.
Se prendiamo in considerazione l’uso di calci o di tecniche più complesse, si inizia ad avere una certa efficacia dopo un paio di anni.
Per essere in grado di gestire una situazione che coinvolge l’uso di armi ci vuole moltissima esperienza e comunque non si ha mai la garanzia di uscirne incolumi.

L'importante è dare il 100%.

Non si tratta di diventare invincibili, ma di continuare a migliorare, vendere a caro prezzo la pelle e di esprimere il 100% del proprio potenziale: quando questo accade anche un’eventuale sconfitta è dignitosa.
Dimenticate i film con quei combattimenti puliti e perfetti, dove l’eroe di turno affronta mazzetti di avversari senza nemmeno essere sfiorato: in una situazione di pericolo il contatto fisico è assicurato, possiamo solo imparare a gestirlo e a minimizzarlo attraverso lo studio e la pratica.

La motivazione è importantissima!

Un buon corso di arti marziali (la difesa personale è un aspetto marziale) può dare moltissimo: nel tempo l’approccio cambia, passando dalla necessità di difendersi alla crescita personale, fisica e psicologica.
  • Un corso di arte marziale è un’attività che permette di crescere come persona.
La motivazione iniziale può essere l’obiettivo di difendersi, ma nel corso del tempo la necessità si trasforma in passione.
  • Una sana motivazione aiuta ad affrontare le difficoltà dell’allenamento:
    la paura da sola non permette di crescere.

Capita che alcuni allievi entrino in palestra perché devono esprimere la propria aggressività o dimostrare a se stessi di potersi difendere: tuttavia a rimanere sono quelli che vedono la motivazione farsi profonda e trasformarsi in passione e amore per un percorso lungo ma pieno di soddisfazioni.
Una pratica seria nelle arti marziali migliora notevolmente non solo l’aspetto del tuo fisico e la tua salute ma aumenta soprattutto la coordinazione rendendo di fatto le arti marziali, se ben allenate, l’unico sport che ti permette di migliorare contemporaneamente anche in tutti gli altri.
  • A livello motorio le arti marziali sono la cosa più complessa che puoi fare con il tuo corpo.



Non solo corpo

Un buon maestro di arti marziali o di difesa personale ti insegna uno stile di vita fatto di rispetto, disciplina e coraggio…
…e se all’inizio si tratta solo di imparare a difendersi da un malintenzionato, dopo qualche anno si inizia a vivere come un vero guerriero…
…forti nello spirito e capaci di ottenere risultati molto al di sopra della media.



“Bello quello che dici, ma sai cos’è? non credo di essere portato!”

Se pensi che sia solo una questione di talento o predisposizione ti sbagli.




Ok, allora cosa ci dovrebbe essere in un corso serio?

Le 7 cose minime che devono essere presenti in un corso di Difesa Personale serio.

Ci sono alcuni elementi che sono fondamentali e che non possono essere tralasciati: nel caso questi mancassero probabilmente ti trovi nel posto sbagliato, e in qualche modo potresti essere caduto in una delle tipiche “trappole” presenti tra i corsi di Difesa Personale.

No emotività
Colpitori
Libertà progressiva
Preparazione fisica
Capacità di attaccare
Combattimento
Didattica



  1. Non ci deve essere assolutamente un eccesso di emotività: il corso non dev’essere tenuto in piedi dalla paura né dall’autoesaltazione. Deve esserci una didattica strutturata e con obiettivi chiari. Il grosso della motivazione per frequentare il corso la devi portare tu da casa e non essere frutto né di terrorismo né di comportamenti volti all’autoesaltazione dell’allievo da parte dell’insegante.
  2. Ci dev’essere una componente di simulazione con i colpitori. Devi colpire qualcosa, le tecniche portate all’aria non sono sufficienti. Bisogna condizionare il corpo all’impatto nella maniera giusta, capire cosa vuol dire portare e ricevere un colpo.
  3. Devono esistere degli elementi di libertà progressiva. La libertà assoluta è solo caos, ma la rigidità preordinata è altrettanto dannosa. Un elemento di libertà vincolato, come portare il colpo con la mano destra o sinistra, aiuta a condizionarti nella gestione delle variabili.
    Aggiungere troppe variabili subito, allo stesso tempo, porta solo all’approssimazione.
  4. La preparazione fisica è fondamentale. Un corpo non allenato non sarà in grado di difendersi – non credere a chi ti dice che è possibile farlo indipendentemente dalla fisicità. Non ci si può difendere senza usare il corpo, e questo deve poter funzionare bene. Questo non vuol dire fanatismo da fitness, ma nemmeno totale mancanza di preparazione.
  5. Chi studia come difendersi DEVE imparare ad aggredire. Non vuol dire diventare degli attaccabrighe, ma è fondamentale che tu sappia come attaccare e non aver paura di colpire e di proiettare la tua aggressività. Se quando ti alleni con un compagno e lui deve simulare la parte dell’aggressore, lo fa attaccandoti con poca convinzione, necessariamente imparerai a difenderti male. In poche parole: se lui fa schifo ad attaccare, tu fai schifo a difenderti. Inoltre,
    il concetto di DIFESA è strettamente collegato al concetto di ATTACCO.Quando siamo nella necessità di difenderci vuol dire che qualcuno ci ha già attaccato: contrattaccare può essere la chiave che apre la via di fuga. Il contrattacco è il modo con cui la vittima aggredisce l’aggressore.Laddove non si può scappare l’unico modo per salvarsi è necessariamente legato alla nostra abilità di colpire l’aggressore.
  6. Deve esserci il combattimento libero, possibilmente senza esagerare nelle protezioni, per condizionare il corpo, comprendere quali sono i propri limiti ed eventualmente estenderli.

        Ricorda:

    Imparare a gestire il dolore e le sensazioni fisiche sgradevoli è di fondamentale importanza.
    Il combattimento da strada in realtà differisce in parte dal combattimento sportivo un po’ come sciare in pista differisce dallo sciare in neve fresca ma per imparare a sciare in neve fresca come minimo prima devi saper andare in pista. Ti faccio un altro esempio: Immagina che esista un corso di nuoto per imparare a sopravvivere a un naufragio. Lo scopo del corso è preparare le persone nel caso in cui la barca su cui viaggiano affondi e per qualche ragione non sia possibile usare i salvagente o le scialuppe di salvataggio.
    Ora immagina che l’istruttore, dato che il mare è molto lontano da dove si tiene il corso, cerchi di insegnarti a nuotare facendoti appoggiare la pancia sulla sedia e facendoti simulare i movimenti che devi fare per nuotare.
    Al massimo per dare un pizzico di realismo ti bagna un po’ con la canna dell’acqua. Se tu sapessi che lì vicino c’è una piscina, credo che come minimo gli chiederesti:
    “perché non proviamo almeno in piscina invece di appoggiare la pancia sulla sedia?” …
    …e se l’istruttore ti rispondesse:
    “Nuotare in mare è diverso da nuotare in piscina. Basta simulare i movimenti sulla sedia, il resto lo imparerai se e quando la nave affonderà! ”Non so tu cosa faresti se ricevessi una risposta del genere ma io penso che scapperei a gambe levate. E’ normale avere un po’ di paura del combattimento ma un buon insegnante fa in modo che l’esperienza sia progressiva e non traumatica. Un po’ come per il nuoto: all’inizio è meglio partire da dove si tocca o con qualche aiuto come i braccioli, ma se voglio imparare a nuotare davvero non posso farlo senza entrare almeno in una piscina. Se devo pensare ad una ragione per cui esistano corsi di difesa personale senza combattimento, in confidenza, le uniche 3 cose che mi vengono in mente sono:
    1. Insegnati ingenui, troppo inesperti o troppo fiduciosi nelle loro capacità da dimenticarsi di cosa potrà fare davvero l’allievo nel momento del bisogno.
    2. Insegnanti incompetenti che vendono corsi per imparare a difendersi in una settimana perché loro sono diventati istruttori in una settimana.
    3. Insegnanti poco onesti che si approfittano delle paure della gente per vendergli cose inutili… come un corso per nuotare appoggiati sulla sedia a chi ha paura dell’acqua.
  7. La presenza di preparazione teorica: è un aspetto che non va trascurato e che è complementare (non sostitutivo!) all’aspetto fisico. Anche gli aspetti come postura, voce, linguaggio del corpo, vanno allenati e praticati. È compito del maestro accorgersi degli errori dell’allievo e correggerlo.




È possibile insegnare la difesa personale ai bambini?

Per come la vedo io un corso di Difesa Personale rivolto ai bambini è una pazzia.
A un bambino sarebbe meglio far intraprendere un percorso marziale tradizionale come il Kung Fu, il Judo, il Karate, il Viet Vo Dao o il Taekwondo.
L’unico caso in cui si potrebbe parlare di Difesa Personale a un bambino è la lezione individuale di fronte a casi particolari come vittime di bullismo.
Le arti marziali fanno molto bene ai bambini: possiedono grandi capacità di sviluppare la motricità e il carattere. Un bambino è facilmente influenzabile, e un corso di difesa personale è forse troppo pesante (sia in termini di stress che di emotività).



Posso imparare a difendermi anche se sono un disabile o possiedo delle menomazioni fisiche?

Le disabilità forti sono situazioni molto limite che, al pari dei bambini, vanno trattate caso per caso.
Se qualcuno volesse imparare è possibile difendersi anche in sedia a rotelle (io stesso ci sono finito due volte e insegnavo comunque), ma ogni disabilità è una situazione a sé stante.
L’unica possibilità in questo caso è fornita da lezioni individuali e soprattutto legata a una grande capacità umana e tecnica da parte dell’insegnante, che dev’essere in grado di immedesimarsi nella disabilità altrui.



Cosa ne pensi di corsi on-line, dvd e libri?

E’ difficile dare una regola generale, la maggior parte sono vere e proprie truffe, alcuni invece sono fatti molto bene e possono dare degli spunti di riflessione.



E’ possibile imparare da soli usando magari i libri o dvd migliori?




“Chi impara solo da se stesso, ha un folle come maestro”
Ben Jonson
Escludo che chiunque non abbia già una solida preparazione marziale o non abbia almeno una decina di compagni con cui allenarsi continuativamente per qualche anno ne possa trarre un qualche vantaggio.
Al di fuori dell’aspetto preventivo (che comunque come già detto va allenato) la difesa personale è un’abilità motoria che va praticata per centinaia di ore con altre persone.
  • Da soli è impossibile!
  • Un solo compagno è troppo poco!
    Imparerete a conoscervi presto e l’allenamento sarà falsato da questa variabile e inoltre non potrete sperimentare il combattimento contro più avversari. Considerate poi, che allenarsi solo con compagni che hanno il vostro stesso livello di abilità, non vi permetterà di sperimentare lo stress tipico di una situazione reale e nessuno di loro sarà davvero in grado di correggere i vostri errori.



Che cos’è il condizionamento? C’è anche nella difesa personale?

Ritornando al paragone con la musica: se vuoi fare il chitarrista ad un certo livello devi avere un ispessimento della pelle sui polpastrelli, e questi “calli” arrivano con la pratica continuando a premere le corde.
Per le arti marziali è la stessa cosa: non si tratta di abbattere a tibiate i banani per rinforzare le gambe o farsi venire i calli sulle nocche, ma la pratica e il contatto fisico servono anche per prendere confidenza con tutto ciò che succede quando il corpo è sottoposto allo stress di una situazione di pericolo.
  • Il condizionamento è importantissimo in qualsiasi corso di arti marziali.
Riuscire a gestire il respiro per un maratoneta è condizionamento fisico: allo stesso modo un marzialista deve essere in grado di tirare pugni, calci e altre percussioni ai colpitori o al sacco per un’ora o più.
Molti ragazzi alle primissime armi si sbucciano le nocche dopo pochi minuti di allenamento ai colpitori. Gli stessi ragazzi alla fine dell’anno sono in grado di colpire per più di un’ora senza essere nemmeno arrossati.
  • Non si tratta di essere supereroi, ma di abituare il proprio fisico allo sforzo senza rovinarlo o romperlo.



!!!Attento al marketing di bassa lega!!!

Un ultimo consiglio: piuttosto di fare un corso di difesa personale non strutturato (programma complessivo di studio inferiore ai 5 anni) o che è solo una raccolta semplificata di tecniche provenienti da qualche tradizionale o il cui unico punto di forza è essere di pseudo derivazione militare, scegli tra tradizionale e sport da combattimento: avrai almeno la garanzia di una didattica collaudata.
L’apprendimento deve essere ben strutturato e proporzionato alle reali possibilità di un normale cittadino.
  • Se un corso è serio, ci deve essere una didattica.
Dire che “conoscere tecniche di derivazione militare è il modo migliore per difendersi” è solo marketing: i militari girano sempre armati e le guerre non si vincono certo a mano nuda.
La difesa personale disarmata sta a un normale militare come l’informatica ad un calzolaio!
Ci sono tanti militari capaci di difendersi anche a mano nuda ma nel 99% dei casi è perché hanno passione per le arti marziali e hanno studiato autonomamente, non perché sia un’abilità specifica dovuta al loro grado.
Certo ci sono poi i militari d’élite, come per esempio i corpi scelti, che combattono anche a mano nuda e saprebbero gestire uno scontro anche contro gente armata, ma guardatevi qualche documentario per vedere come si addestrano.
Quella è una professionalità specifica e non qualcosa che può essere insegnato in un corso amatoriale.
Questo non vuol dire che in un corso di difesa personale non ci possano essere tecniche che usano anche i militari, ma vuol dire che la discriminante è la didattica e la qualità del corso in generale.
Una tecnica non è buona perché è stata scoperta da un Maestro famoso o perché usata da un militare:
  • una tecnica è buona perché risolve un problema specifico e a parità di altre può essere parametrizzata con risultati migliori rispetto a modo, tempo e misura.
Questo vuol dire nel concreto che per esempio richiede meno forza per essere fatta rispetto a un’altra, è più veloce, richiede meno spostamenti ecc.
Le tecniche non sono buone in assoluto ma sempre in termini comparativi rispetto ad altre opzioni.
E’ solo un problema di fisica, non c’è niente di esoterico o autoreferenziale.



Per finire

Non confondere l’abilità del maestro con la tua: il fatto che lui sia molto bravo è solo il punto di partenza, ciò che conta davvero è quanto può far diventare bravo te.
Le sue qualità umane e di formatore sono il punto chiave.
Ricorda sempre: la difesa personale non è diversa dal resto delle abilità che hai già acquisito.
Ci sono delle regole che valgono sempre quando vuoi imparare qualcosa:
  1. Più serio e strutturato è l’apprendimento e prima raggiungerai dei veri risultati.
  2. Più l’ambiente è adatto allo studio e più semplice sarà studiare.
  3. Più chi ti insegna ti sa aiutare, capire e motivare correttamente e più sarà semplice imparare.
  4. Più ore dedichi allo studio e alla pratica e prima arrivano i risultati.



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